Il Bitcoin (BTC) potrebbe lanciare un segnale d'allarme inquietante che va ben oltre il mercato delle criptovalute. Mike McGlone, stratega di Bloomberg Intelligence, ha lanciato l'allarme su un preoccupante andamento che ricorda i brutali mercati ribassisti del 2018 e del 2022, avvertendo che la continua debolezza della criptovaluta più grande al mondo potrebbe innescare un effetto domino su azioni e materie prime.
Il suo ultimo avvertimento giunge mentre Bitcoin fatica a riprendersi, alimentando nuovi timori che il peggio della turbolenza del mercato potrebbe non essere ancora passato.
Un modello ribassista familiare
Le recenti difficoltà del Bitcoin hanno attirato l'attenzione di Mike McGlone, senior commodity strategist di Bloomberg Intelligence, che vede validi motivi di preoccupazione. L'esperto analista di mercato ritiene che il BTC stia mostrando una debolezza simile a quella che ha preceduto i dolorosi mercati ribassisti del 2018 e del 2022.
Al centro del suo avvertimento c'è la media mobile a 50 settimane del Bitcoin, un indicatore chiave utilizzato dai trader per valutare il trend a lungo termine dell'asset. McGlone sostiene che la sua traiettoria di indebolimento assomiglia ai modelli osservati durante le precedenti fasi di ribasso del mercato, aumentando la possibilità che il BTC possa subire ulteriori perdite.
Ma le preoccupazioni di McGlone vanno oltre il Bitcoin. Ritiene che la scarsa performance della criptovaluta potrebbe essere un segnale d'allarme per altri mercati finanziari, in particolare azioni e metalli industriali, che finora hanno resistito meglio. Se il Bitcoin continua a scendere, avverte, la debolezza potrebbe estendersi ad altri asset rischiosi.
"La criptovaluta primogenita sta lanciando un avvertimento o una finta? Bitcoin potrebbe dover dimostrare la sua forza, perché altrimenti si potrebbe innescare un effetto domino", ha avvertito McGlone.
La bomba da 10.000 dollari in BTC
Anche Mike McGlone vede ottobre come un mese potenzialmente decisivo per i mercati finanziari. Ha suggerito che le crescenti aspettative di rialzi dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve potrebbero segnare un punto di svolta per gli asset rischiosi che hanno beneficiato per anni di valutazioni alle stelle. A suo avviso, una politica monetaria più restrittiva potrebbe porre fine alla rapida creazione di ricchezza alimentata dall'aumento dei prezzi degli asset, contribuendo al contempo a contenere l'inflazione. Per Bitcoin, un simile cambiamento potrebbe rappresentare un ulteriore problema, poiché costi di finanziamento più elevati e condizioni finanziarie più restrittive tendono a smorzare l'appetito degli investitori per gli asset speculativi.
Lo stratega di Bloomberg ha ripetutamente ipotizzato uno scenario ben più drammatico, suggerendo che Bitcoin potrebbe crollare fino a 10.000 dollari se il mercato azionario statunitense subisse una correzione del 20%. Ciò rappresenterebbe un declino brutale per la principale criptovaluta, sebbene la sua previsione si basi su una più ampia ondata di vendite sul mercato piuttosto che su un crollo confermato.
Al momento della stesura di questo articolo, il Bitcoin veniva scambiato a 82.729 dollari, registrando un aumento dell'1% nella giornata, secondo i dati di CoinGecko .
Per i rialzisti di Bitcoin, la posta in gioco è chiara. Una ripresa sostenuta potrebbe indebolire i paragoni ribassisti, mentre una continua pressione di vendita metterebbe l'avvertimento di McGlone sotto maggiore esame. Resta da vedere se il BTC stia segnalando problemi futuri per il mercato in generale.