A fine marzo, un giudice federale ha respinto una causa che chiedeva chiarimenti sulla questione se la pubblicazione di uno strumento di crowdfunding basato sulle criptovalute costituisse o meno un trasferimento di denaro; tale decisione è ora al centro di un dibattito sull'effettiva rilevanza pratica delle recenti dichiarazioni del Dipartimento di Giustizia.
Gli sviluppatori attendono ancora risposte concrete
La causa è stata intentata dallo sviluppatore Michael Lewellen, il quale voleva che un tribunale gli dicesse chiaramente se il suo software violasse qualche norma di legge prima di pubblicarlo.
Il tribunale ha affermato che non era stata dimostrata alcuna minaccia credibile di applicazione della legge e ha respinto il ricorso. I critici sostengono che tale esito metta in luce una contraddizione nell'attuale posizione del governo.
Peter Van Valkenburgh, direttore esecutivo del Coin Center, ha riconosciuto che il tono proveniente da Washington è migliorato.
Ma ha posto una domanda precisa: se lo standard legale è già sufficientemente chiaro da non dare nulla da temere agli sviluppatori, perché il Dipartimento di Giustizia ha lottato per far archiviare il caso di Lewellen invece di lasciare che fossero i tribunali a definire le regole?
Al Bitcoin Vegas, al procuratore generale ad interim Todd Blanche è stata posta una domanda sul timore che gli sviluppatori possano essere perseguiti penalmente semplicemente per aver scritto del codice.
La sua risposta:
“Il principio di base è che se stai sviluppando software, se sei un programmatore, se fai parte di quel processo e non sei il… https://t.co/8IuUmvLW5t
— Peter Van Valkenburgh (@valkenburgh) 27 aprile 2026
"Se la legge è così chiara, perché gli sviluppatori dormono con un occhio aperto?" ha scritto Van Valkenburgh su X.
La sua frustrazione evidenzia una discrepanza tra le rassicurazioni fornite dalle autorità e la reale tutela legale per i costruttori. In assenza di una sentenza del tribunale o di una nuova legislazione che definisca i limiti, gli sviluppatori rimangono in un territorio incerto.
Ecco cosa ha detto realmente il Procuratore Generale ad interim.
Intervenendo lunedì a una conferenza sul Bitcoin a Las Vegas, insieme al direttore dell'FBI Kash Patel e al responsabile legale di Coinbase Paul Grewal, il procuratore generale ad interim Todd Blanche ha affermato che il governo ha radicalmente cambiato il modo in cui persegue i reati finanziari nel settore delle criptovalute.
L'attenzione, ha affermato, ora è rivolta alle persone che utilizzano le piattaforme per violare la legge, non a coloro che hanno scritto il codice.
Blanche è stata categorica: uno sviluppatore che crea un software e non sa che terzi lo stanno utilizzando per scopi criminali non sarà oggetto di indagini né di accuse.
Tale posizione, ha affermato, segna una netta rottura con il modo in cui i casi venivano gestiti prima dell'insediamento dell'amministrazione Trump.
"Non voglio che nessuna piattaforma consideri il Dipartimento di Giustizia o l'FBI come qualcuno che causerà loro molti problemi", ha affermato.

Le basi per questo cambiamento furono gettate nell'aprile del 2025, quando Blanche pubblicò un memorandum in cui impegnava il Dipartimento di Giustizia a porre fine a quella che definì "regolamentazione tramite procedimenti giudiziari".
In base a tale quadro normativo, gli sviluppatori non dovrebbero essere perseguitati per le azioni dei loro utenti o per violazioni normative di cui non erano a conoscenza.
I casi di risarcimento per i tornado incombono sul dibattito
Il nuovo atteggiamento contrasta nettamente con il modo in cui il governo ha gestito il caso Tornado Cash, il servizio di mixing di criptovalute che le autorità hanno accusato di aver facilitato il riciclaggio di denaro e l'elusione delle sanzioni.
L'Office of Foreign Assets Control ha sanzionato la piattaforma nell'agosto 2022. Tali sanzioni sono state successivamente revocate nel novembre 2024.
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