La liquidità di Bitcoin rimane intatta nonostante il rally dei metalli preziosi: le stablecoin restano in disparte

Bitcoin sta faticando a riconquistare il livello di 88.000 dollari, mentre l'incertezza del mercato persiste e i metalli preziosi continuano a salire aggressivamente. La forza dell'oro ha riacceso una narrazione familiare: che il capitale stia abbandonando Bitcoin per finanziare il passaggio ai tradizionali beni rifugio. Tuttavia, un recente rapporto di CryptoQuant contesta questa ipotesi, suggerendo che le attuali dinamiche di mercato siano state mal interpretate.

I dati on-chain indicano che le vendite di Bitcoin non stanno finanziando direttamente l'impennata dell'oro e di altri metalli. Piuttosto, la liquidità sembra fermarsi, anziché abbandonare del tutto il mercato delle criptovalute. Questo comportamento si riflette nello Stablecoin Supply Ratio (SSR), un parametro progettato per misurare il potere d'acquisto delle stablecoin rispetto alla capitalizzazione di mercato di Bitcoin. L'SSR offre informazioni utili per capire se il capitale è già investito in BTC o se è in attesa di condizioni più chiare.

Un SSR inferiore implica un maggiore potere d'acquisto latente, il che significa che le stablecoin hanno una capacità significativa di rientrare nel mercato. Al contrario, un SSR più elevato segnala che la liquidità è stata ampiamente investita in Bitcoin. Le letture attuali suggeriscono che il capitale rimane nelle stablecoin, il che indica cautela piuttosto che una vera e propria avversione al rischio.

In questo contesto, la debolezza di Bitcoin sotto gli 88.000 dollari riflette esitazione, non abbandono. Mentre i metalli beneficiano di un posizionamento difensivo, i segnali on-chain indicano una liquidità in attesa di un rinnovato catalizzatore nelle criptovalute, piuttosto che una decisa rotazione verso l'esterno.

La liquidità delle stablecoin segnala una pausa, non un'uscita di capitale

Il rapporto fornisce un contesto importante delineando i livelli chiave dello Stablecoin Supply Ratio (SSR) e il modo in cui inquadrano l'attuale struttura del mercato di Bitcoin. Storicamente, l'SSR ha oscillato entro intervalli ben definiti. Valori superiori a 15-16 indicano che il potere d'acquisto delle stablecoin è basso, il che significa che la liquidità è stata in gran parte investita in Bitcoin.

I valori compresi tra 10 e 15 rappresentano una zona neutrale, comunemente associata a fasi di consolidamento. Quando l'SSR scende al di sotto di 10-11, il potere d'acquisto latente è elevato, una condizione che ha spesso preceduto le fasi rialziste. È importante sottolineare che queste soglie forniscono un contesto strutturale piuttosto che precisi segnali temporali.

Attualmente, l'SSR si attesta a 12,57, in netto calo rispetto ai recenti massimi nell'intervallo 18-19. Questo calo segnala una transizione da una liquidità pienamente impiegata a un capitale inattivo. Nonostante la debolezza dei prezzi, Bitcoin rimane strutturalmente stabile, il che suggerisce che il capitale non sta uscendo dal mercato delle criptovalute, ma attende condizioni più chiare prima di rientrarvi.

Rapporto di fornitura di stablecoin | Fonte: CryptoQuant

Fondamentalmente, l'attuale rally dell'oro non dovrebbe essere interpretato come una conseguenza diretta delle vendite di Bitcoin. I grandi allocatori operano tipicamente in contesti diversificati e multi-asset, mantenendo contemporaneamente un'esposizione ad azioni, metalli preziosi, asset digitali e stablecoin. Il basso SSR conferma che il capitale non sta ruotando da Bitcoin verso l'oro, ma sta riallocando il rischio pur rimanendo all'interno dell'ecosistema crypto.

Il prezzo del Bitcoin rimane al di sotto delle medie mobili chiave

Bitcoin continua a essere scambiato sotto pressione, con il prezzo che scivola nuovamente verso la zona 87.500-88.000 dollari dopo un altro tentativo fallito di recuperare slancio al di sopra delle medie mobili a breve termine. Sul grafico giornaliero, BTC rimane decisamente al di sotto delle medie a 50 e 100 giorni, entrambe ora in calo e che fungono da resistenza dinamica. La media mobile a 200 giorni, ancora in rialzo sopra i 100.000 dollari, rafforza l'idea che il ciclo più ampio sia passato dall'espansione al consolidamento o alla correzione.

Bitcoin testa la domanda critica | Fonte: grafico BTCUSDT su TradingView

Strutturalmente, il mercato è bloccato in un ampio intervallo dopo il brusco crollo di novembre. Da allora, l'andamento dei prezzi è stato caratterizzato da massimi decrescenti e rimbalzi discontinui, suggerendo acquisti reattivi piuttosto che una domanda sostenuta. Il recente rimbalzo verso la metà dei 90.000 dollari è stato respinto proprio in corrispondenza del cluster della media mobile discendente, a conferma che i venditori continuano a difendere i rally.

L'andamento dei volumi supporta questa interpretazione. I picchi più significativi rimangono associati alle vendite, mentre i tentativi di recupero si verificano su volumi relativamente contenuti, a indicare una scarsa convinzione da parte degli acquirenti. Questo squilibrio mantiene attivo il rischio di ribasso, anche se il prezzo si mantiene al di sopra dei minimi di dicembre.

Nel breve termine, l'area compresa tra $ 86.000 e $ 87.000 rimane un'area di domanda chiave. Un crollo netto esporrebbe supporti strutturali inferiori, mentre il mantenimento di questo livello manterrebbe Bitcoin intrappolato in un consolidamento prolungato. Finché BTC non riacquisterà le sue medie di breve e medio termine, il grafico favorisce la cautela piuttosto che un'inversione di tendenza.

Immagine in evidenza da ChatGPT, grafico da TradingView.com

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