Bitcoin non raggiungerà i 200.000 dollari prima del 2029, avverte Peter Brandt, mentre il mercato scende sotto i 3.000 dollari

Il trader veterano Peter Brandt ha moderato le aspettative a breve termine per Bitcoin (BTC) a seguito del crollo. Ha previsto che il prossimo importante mercato rialzista non porterà la principale criptovaluta al mondo a 200.000 dollari prima del terzo trimestre del 2029 circa.

I suoi commenti sono arrivati ​​in un momento di estrema turbolenza, con il BTC che è sceso di quasi il 10% nelle ultime 24 ore e la capitalizzazione del mercato delle criptovalute che è tornata sotto la soglia dei 3 trilioni di dollari.

Reset necessario?

Brandt, che ha dichiarato di detenere ancora il 40% della sua più grande posizione in Bitcoin di sempre a un prezzo di ingresso pari a circa "1/20 del prezzo medio di acquisto di Michael Saylor", ha mantenuto la sua posizione rialzista a lungo termine nonostante le vendite in corso. L'acclamato trader ha affermato che l'attuale flessione è "la cosa migliore che potesse accadere a Bitcoin", definendola al contempo un sano reset prima di un trend rialzista più stabile.

L'ultima disfatta è stata amplificata dalla crescente incertezza macroeconomica, in particolare dalla preoccupazione che la Federal Reserve statunitense possa tagliare i tassi di interesse in un contesto di inflazione stagnante e valutazioni azionarie surriscaldate, alimentate dall'intelligenza artificiale. Queste pressioni hanno spinto i mercati globali in un contesto di tensione e avversione al rischio, che a sua volta ha finito per innescare un crollo generalizzato di tutte le classi di attività, comprese le criptovalute.

Con le sue ultime dichiarazioni, Peter Brandt ha di fatto ritrattato la sua previsione rialzista dell'anno scorso, quando aveva previsto che Bitcoin avrebbe potuto raggiungere i 200.000 dollari entro il 2025, a seguito di quella che aveva definito una decisa rottura da un canale di prezzo di 15 mesi. Diverse figure di spicco del settore crypto avevano rilasciato previsioni altrettanto ambiziose, che ora appaiono sempre più irraggiungibili.

Ad aprile, il fondatore di Cardano, Charles Hoskinson, aveva previsto che Bitcoin avrebbe potuto raggiungere i 250.000 dollari entro la fine del 2025, citando come fattori cruciali i progressi normativi, le tensioni geopolitiche e la crescente adozione globale delle criptovalute. Pochi mesi dopo, Max Keiser, storico sostenitore di Bitcoin, ha ribadito la sua previsione di 220.000 dollari nel 2025, aggiungendo che l'aumento di BTC rispetto alle sue previsioni del 2022 convalidava la sua previsione.

Problemi in arrivo

Anche l'analista di criptovalute Ali Martinez ha osservato un allarme tecnico sul grafico settimanale di Bitcoin, con l'indicatore SuperTrend che è diventato ribassista, un segnale che storicamente ha portato a forti flessioni nel mercato BTC. Questo parametro illustra oltre un decennio di comportamento costante.

Martinez ha scoperto che ogni volta che il SuperTrend diventa rosso su un timeframe settimanale, Bitcoin segue con una correzione significativa, che spesso varia da cali a due cifre a profondi cali plurimensili. Questo schema risale ai primi cicli del 2014, 2018, 2021 e 2022, e ognuno di essi ha segnato l'inizio di significativi ritracciamenti.

Gli ultimi dati degli analisti mostrano ora un altro fattore ribassista emergente agli attuali livelli di prezzo, il che convalida ulteriormente i timori che l'ultimo pullback possa essere più di una semplice volatilità a breve termine, poiché una "paura estrema" ha attanagliato il mercato.

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