Catena di exploit del server Plex utilizzata per installare malware per il mining di Monero

In breve: gli aggressori stanno sfruttando una serie di vulnerabilità di Plex Media Server per installare software di mining di criptovalute non autorizzato e una backdoor proxy Linux sui sistemi vulnerabili.

L'ultimo allarme di cryptojacking arriva da una fonte inaspettata: i server multimediali domestici e aziendali. I ricercatori di sicurezza hanno osservato che gli aggressori sfruttano diverse vulnerabilità in Plex Media Server per eseguire software su macchine di cui non sono proprietari.

La tecnica, denominata Plex2Shell, sfrutta quattro vulnerabilità che, se combinate, consentono di ottenere l'esecuzione di codice in remoto in determinate condizioni. Gli attacchi descritti questa settimana hanno installato un miner di criptovalute XMRig insieme a un software che funge da proxy inverso o backdoor.

XMRig è un legittimo strumento di mining open-source se utilizzato con autorizzazione, ma su un server compromesso può consumare silenziosamente potenza di elaborazione ed energia elettrica a vantaggio di un malintenzionato. Questo rende il cryptojacking un problema di sicurezza concreto che va ben oltre gli exchange e i portafogli di criptovalute.

Secondo quanto riportato nel rapporto sulla sicurezza, le vulnerabilità erano state segnalate all'inizio dell'anno e risolte nella versione 1.43.3.10861 di Plex Media Server. I tentativi di sfruttamento sono emersi dopo la diffusione pubblica di materiale dimostrativo a ottobre.

Non tutti i server che eseguono Plex sono necessariamente vulnerabili e i dettagli relativi al tasso di successo degli aggressori rimangono poco chiari. Il rischio principale riguarda le istanze che eseguono software interessato e non aggiornato.

Per gli operatori, la risposta più sensata è controllare la versione installata, applicare gli aggiornamenti del fornitore e verificare la presenza di processi o connessioni di rete insoliti nei sistemi. I malware per il mining di criptovalute raramente si manifestano in modo evidente; un server insolitamente occupato può essere il primo indizio lampante.

Articolo scritto dalla redazione e curato da Samuel Rae.

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