Questa settimana la Blockchain Association ha guidato un'ampia campagna di sensibilizzazione nel settore, chiedendo ai leader del settore bancario del Senato di opporsi ai tentativi di ampliare il divieto sui rendimenti delle stablecoin oltre quanto stabilito dalla legge del Congresso.
Secondo l'associazione, la lettera è stata firmata da oltre 125 gruppi e aziende del settore cripto e fintech ed è stata inviata ai legislatori per mettere in guardia dal reinterpretare le nuove regole in un modo che impedirebbe anche agli exchange e alle app di offrire ricompense legate ai titoli in stablecoin.
Preservare la capacità delle piattaforme di offrire ricompense
La tesi della coalizione si basa sul testo del GENIUS Act , che è stato firmato all'inizio di quest'anno dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump e che vieta esplicitamente agli emittenti di stablecoin autorizzati di pagare interessi o rendimenti direttamente ai detentori.
Da alcuni rapporti emerge che la legge lascia comunque spazio alle piattaforme di terze parti per fornire incentivi, una distinzione che i gruppi del settore ritengono intenzionale e importante per la concorrenza.
Le banche chiedono di chiudere una scappatoia
I gruppi bancari hanno reagito con forza. Una coalizione guidata dall'American Bankers Association e da altre associazioni bancarie ha chiesto al Congresso di chiarire che il divieto dovrebbe estendersi a partner e affiliati, sostenendo che le ricompense di terze parti potrebbero aggirare la legge e prosciugare i depositi delle banche tradizionali.
Secondo recenti resoconti, le analisi del Tesoro citate dai sostenitori delle banche stimano che le stablecoin potrebbero, in alcuni scenari, sottrarre oltre 6 trilioni di dollari ai depositi bancari, una cifra che è diventata centrale nella posizione delle banche a favore di un inasprimento delle regole.
Cosa dicono i leader del settore
I portavoce del settore affermano che l'estensione del divieto raffredderebbe i nuovi servizi basati sulle stablecoin e orienterebbe il mercato verso società finanziarie più grandi e consolidate che già controllano molti sistemi di pagamento.
Sulla base di quanto riportato, la Blockchain Association e i gruppi partner sostengono che modificare ora l'interpretazione della legge riaprirebbe le negoziazioni risolte dal GENIUS Act e seminerebbe confusione normativa prima che le agenzie finiscano di scrivere le norme attuative.
Concorrenza e scelta del consumatore in gioco
I sostenitori di limiti più severi affermano che l'obiettivo è la tutela dei consumatori, ovvero impedire che gli accordi sulle stablecoin diventino di fatto conti di interessi che potrebbero indebolire il sistema bancario e ridurre i prestiti a famiglie e imprese.
Altri osservatori sottolineano che la questione potrebbe anche determinare quali aziende vinceranno nei pagamenti in futuro, poiché le restrizioni sui premi influenzerebbero gli incentivi commerciali degli exchange e delle fintech.
Prossimi passi a Washington
Il personale del Dipartimento bancario del Senato sta valutando le lettere provenienti da entrambe le parti, valutando possibili soluzioni o chiarimenti nel linguaggio durante le prossime udienze.
Gli enti regolatori che devono attuare il GENIUS Act sono stati sollecitati a emanare norme che impediscano l'elusione del divieto e i legislatori potrebbero subire pressioni per lasciare la legge così com'è o per elaborare modifiche mirate a soddisfare le preoccupazioni delle banche.
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