Si prevede che la Casa Bianca ospiterà un altro round di colloqui questo venerdì tra i rappresentanti del settore delle criptovalute e i principali istituti bancari, mentre entrambe le parti si affrettano a rispettare la scadenza del 1° marzo volta a far avanzare il disegno di legge sulla struttura del mercato delle criptovalute (CLARITY Act), a lungo rimandato.
La ripresa delle discussioni arriva dopo settimane di negoziati a Washington, DC, dove i partecipanti hanno cercato di colmare una divisione fondamentale sul trattamento delle stablecoin.
SEC Safe Harbor e riserva strategica di criptovalute
La controversia si è incentrata sulla possibilità per gli emittenti di stablecoin di offrire interessi sui saldi di token non utilizzati. Tuttavia, come riportato da Bitcoinist all'inizio di questa settimana, la prospettiva di pagare rendimenti simili agli interessi sulle partecipazioni in stablecoin dormienti – una priorità per molte aziende crypto-native – è stata di fatto esclusa.
La conversazione si è invece spostata su una questione più specifica: se le aziende possano offrire ricompense legate ad azioni o coinvolgimento specifici degli utenti, anziché semplicemente compensare gli utenti per il mantenimento di saldi.
Nonostante i segnali di un possibile raffreddamento di almeno una questione controversa, le aspettative per la riunione di venerdì rimangono elevate. L'esperto di mercato Paul Barron ha ipotizzato che l'incontro potrebbe produrre diversi sviluppi significativi.
In un recente post su X, Barron ha previsto una potenziale tregua tra banche ed emittenti di stablecoin. Ha anche ipotizzato la possibilità di protocolli formali del Tesoro che governino una riserva strategica proposta, che includa Bitcoin (BTC), Ethereum (ETH) e XRP.
Inoltre, Barron ha suggerito che la Securities and Exchange Commission (SEC) potrebbe introdurre delle linee guida "safe harbor" volte a ridurre le azioni di contrasto e a fornire percorsi normativi più chiari per i progetti crittografici.
Tuttavia, stando a quanto riportato da Eleanor Terrett di Crypto In America, la svolta potrebbe non essere ancora imminente.
Problemi DeFi ed etici potrebbero riemergere
Citando fonti da entrambe le parti coinvolte nei negoziati, Terrett ha osservato che non è emerso alcun momento di "eureka" decisivo da quando è stata diffusa la bozza del testo legislativo in seguito all'incontro della scorsa settimana, che i partecipanti hanno descritto come costruttivo.
Quella sessione ha segnato il terzo tentativo formale da parte dei rappresentanti dell'industria e del settore bancario di trovare un terreno comune. Resta incerto se un accordo verrà finalizzato entro la data obiettivo del 1° marzo fissata dalla Casa Bianca o se i negoziatori raggiungeranno un compromesso che porterà a un annuncio pubblico.
Si prevede ora che l'attenzione torni su altre questioni irrisolte nell'ambito del più ampio quadro della struttura del mercato. È probabile che le preoccupazioni relative alla finanza decentralizzata (DeFi) e alle considerazioni etiche riemergano, in particolare durante una riunione dei senatori democratici sulla struttura del mercato, prevista per mercoledì pomeriggio.
Con la scadenza che si avvicina rapidamente, la prossima sessione della Casa Bianca potrebbe rivelarsi cruciale per stabilire se mesi di negoziati si tradurranno in progressi legislativi o se il CLARITY Act subirà ulteriori ritardi.
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