Le elezioni in Corea del Sud assicurano la vittoria delle criptovalute

Con la Corea del Sud che va alle urne martedì, è chiaro che la corsa garantirà la vittoria delle criptovalute, indipendentemente da chi diventerà presidente. Entrambi i candidati principali, Lee Jae-myung e Kim Moon-soo, hanno fatto delle criptovalute un elemento centrale delle loro campagne.

Lee, che ha perso di misura le elezioni presidenziali del 2022, ha proposto di legalizzare gli ETF spot sulle criptovalute e persino di consentire al fondo pensione nazionale da 884 miliardi di dollari di investire in criptovalute. La proposta di un ETF è sostenuta dal suo rivale conservatore, il che suggerisce un raro allineamento bipartisan sulla potenziale politica relativa agli asset digitali.

Anche il suo avversario, Kim Moon-soo del Partito Conservatore del Potere Popolare, ha espresso il suo sostegno al settore degli asset digitali. Kim ha promesso di rimuovere le barriere affinché le banche possano collaborare con gli exchange di criptovalute. Si è inoltre pronunciato a favore di una riduzione delle tasse per i piccoli investitori e gli imprenditori che traggono profitto dalle loro criptovalute.

Un simile accordo bipartisan è raro nella politica sudcoreana. Ma testimonia il crescente potere delle criptovalute nel Paese. Con oltre 18 milioni di persone, più di un terzo della popolazione, impegnate nel trading di asset digitali, è chiaro che le criptovalute rappresentano ormai una seria forza politica.

Le autorità di regolamentazione sudcoreane inaspriscono le regole sulle criptovalute per proteggere gli investitori

Il panorama crypto sudcoreano ha vissuto alti e bassi. Il colpo più duro è arrivato nel 2022, quando il progetto della stablecoin TerraUSD è imploso. Guidato dallo sviluppatore sudcoreano Do Kwon, il fallimento ha spazzato via oltre 40 miliardi di dollari di valore, devastando gli investitori al dettaglio e alimentando una protesta pubblica.

Per rappresaglia, è stato approvato il Virtual Asset User Identity Protection Act, entrato in vigore nel luglio 2024, con disposizioni drastiche per gli exchange di criptovalute. In base alla legge, gli operatori sono tenuti a detenere almeno l'80% dei depositi degli utenti in cold wallet offline, a stipulare un'assicurazione e a sviluppare un piano per eventuali attacchi informatici o crash di sistema. Gli exchange stessi sono inoltre soggetti a severe sanzioni in caso di frode, con i dirigenti che rischiano l'ergastolo.

Nel frattempo, le autorità di regolamentazione stanno preparando nuove regole per supervisionare il mercato delle stablecoin, spinte dalle preoccupazioni relative alla fuga di capitali attraverso asset ancorati all'estero come USDT e USDC. Gli exchange sudcoreani hanno registrato deflussi per 56,81 trilioni di won nei primi tre mesi del 2025, quasi la metà dei quali in stablecoin garantite dal dollaro.

Lee Jae-Myung ha suggerito di lanciare una stablecoin ancorata al won. Ha affermato che potrebbe modernizzare il sistema finanziario sudcoreano e contribuire a impedire che il denaro esca dal Paese. Ma l'idea sta incontrando resistenze. La banca centrale afferma che solo gli istituti regolamentati, non le società private, dovrebbero poter emettere stablecoin ancorate al won.

La Corea del Sud amplia le opportunità delle criptovalute

La Corea del Sud è già uno dei mercati crypto più attivi al mondo. In alcuni giorni, gli scambi sugli exchange crypto locali superano quelli sui principali indici azionari del paese, Kospi e Kosdaq. Questa tendenza sottolinea l'alto profilo degli asset digitali, soprattutto per i giovani investitori che credono di essere stati superati dalla finanza tradizionale.

Il sostegno di entrambi i candidati presidenziali ha rinnovato l'ottimismo nel settore, attirando l'attenzione di investitori di venture capital, startup e sviluppatori di blockchain. Simon Seojoon Kim, amministratore delegato di Hashed Ventures con sede a Seul, ha affermato che, poiché tutti i principali candidati sostengono politiche pro-crypto, gli investitori in criptovalute in Corea del Sud ne trarranno beneficio, indipendentemente da chi vincerà le elezioni.

Anche il contesto globale sta dando slancio. Di recente, il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha firmato un ordine esecutivo per promuovere le criptovalute come stablecoin garantite dal dollaro, definendole un meccanismo utile a sostenere il sistema finanziario statunitense. Ciò ha spinto i legislatori asiatici, compresi quelli sudcoreani, a muoversi rapidamente per non rimanere indietro.

Scegliendo una leadership pro-cripto, a prescindere dal partito, i sudcoreani stanno lanciando un messaggio chiaro: il futuro della finanza è digitale. E il Paese è pronto a guidare il cambiamento.

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