L'Alta Corte di Madras ha stabilito che le criptovalute possono essere trattate come proprietà, una decisione che potrebbe rimodellare il modo in cui gli exchange gestiscono le risorse degli utenti dopo gli attacchi informatici.
La corte ha stabilito che alcuni beni crittografici sono identificabili e controllabili e pertanto idonei alla tutela giuridica, analogamente ad altri beni mobili.
Criptovaluta trattata come proprietà ai sensi della legge
Secondo l'Alta Corte di Madras, le criptovalute soddisfano i requisiti fondamentali di proprietà perché possono essere possedute, trasferite e controllate tramite chiavi private.
Il giudice N. Anand Venkatesh ha affermato che possono essere detenuti "in trust" e che non sono né beni fisici né valuta tradizionale, ma sono comunque proprietà.
Sulla base di quanto riportato , la decisione si è basata in parte sulla definizione di “risorsa digitale virtuale” contenuta nell’Income Tax Act ai sensi della Sezione 2(47A).
L'attacco hacker a WazirX e le partecipazioni contese
Secondo quanto riportato, il 18 luglio 2024 WazirX ha subito una grave violazione della sicurezza, quando il suo cold wallet è stato compromesso e sono stati sottratti circa 230 milioni di dollari in token Ethereum ed ERC-20.
Un utente di WazirX che deteneva 3.532 XRP, per un valore di circa ₹1,98 lakh a gennaio 2024, ha chiesto al tribunale di proteggere i suoi token da qualsiasi accordo di compensazione collettiva per i fondi rubati. Il tribunale ha convenuto che i suoi XRP erano separati dai token rubati in quell'attacco.
La Corte respinge la barriera all'arbitrato
WazirX ha sostenuto che, in base ai suoi accordi, le controversie avrebbero dovuto essere sottoposte ad arbitrato a Singapore. Il tribunale ha respinto tale tesi in questo caso, poiché le transazioni presentavano chiari collegamenti con l'India: i fondi provenivano da conti bancari indiani e la borsa era registrata in India.
La giurisdizione è stata quindi lasciata all'Alta Corte di Madras ed è stato ordinato un provvedimento provvisorio per impedire che gli XRP dell'utente venissero riassegnati come parte delle perdite derivanti dall'hacking.
Cosa significa questo per gli utenti e gli scambi
La sentenza fornisce una base giuridica più solida ai singoli utenti per contestare legalmente gli exchange presso i tribunali indiani se ritengono che i loro fondi siano stati travisati o sfruttati.
Gli exchange potrebbero essere tenuti ad adottare un regime di tenuta dei registri più rigoroso, una più chiara separazione dei fondi dei clienti e percorsi di controllo diretti.
Secondo quanto riportato, i giudici hanno evidenziato le caratteristiche tecniche delle criptovalute (trasferibilità, identificabilità e controllo esclusivo) che supportano la conclusione secondo cui la proprietà legale può essere riconosciuta.
Potenziali implicazioni fiscali e legali future
Gli esperti fiscali stanno monitorando attentamente la situazione. Trattare le criptovalute come proprietà corrisponde al modo in cui alcune normative fiscali attualmente descrivono gli asset virtuali nei codici tributari e potrebbe influenzare la tassazione di guadagni e trasferimenti in futuro. Si tratta di un'importante decisione di un'Alta Corte, che ha autorità, ma può essere impugnata e riesaminata da altri tribunali di livello superiore.
La sentenza tutela le specifiche partecipazioni in XRP oggetto di questa petizione. Potrebbero seguire ulteriori battaglie legali riguardanti altri utenti e token diversi.
Immagine in evidenza da JSA, grafico da TradingView