Quasi il 40% di tutti i Bitcoin in circolazione è stato acquistato a prezzi superiori a quelli attuali, lasciando una grande quota di detentori con delle perdite.
Tale cifra, citata dall'analista Darkfost, evidenzia la tensione crescente sul mercato, dovuta al fatto che i grandi operatori si stanno ritirando dagli acquisti e la domanda mostra pochi segnali di ripresa.
Un'uscita lenta da parte dei principali attori
Secondo CryptoQuant, i conti delle "balene", ovvero quelli che detengono tra 1.000 e 10.000 BTC, hanno visto la crescita annuale del loro saldo diventare negativa .
La crescita mensile di questo gruppo è rimasta sostanzialmente invariata da febbraio, un andamento che, secondo la società di analisi on-chain, rispecchia quanto accaduto durante il mercato ribassista del 2022, quando i prezzi sono crollati bruscamente per diversi mesi.

Detentori leggermente più piccoli, ma comunque significativi, noti come delfini, possiedono tra i 100 e i 1.000 BTC e includono fondi negoziati in borsa (ETF) e conti di tesoreria aziendale.
I loro saldi continuano a crescere su base annua, ma il ritmo è calato drasticamente, con una crescita mensile che ora si aggira intorno allo zero e valori massimi inferiori rispetto a settembre 2025.
Secondo CryptoQuant, questi due gruppi insieme costituiscono la spina dorsale della domanda strutturale nei mercati Bitcoin, il che rende difficile ignorare il loro rallentamento.
I detentori di lungo termine accumulano azioni, ma mancano gli acquirenti
Un dato spicca per il suo ottimismo ingannevole: l'offerta detenuta dagli investitori a lungo termine ha raggiunto il record di 15,8 milioni di BTC. A prima vista, questo potrebbe sembrare un segnale di fiducia. Ma CryptoQuant lo interpreta diversamente: come un segno che gli attuali detentori restano fermi mentre i nuovi acquirenti si tengono alla larga, privando il mercato della domanda necessaria a spingere i prezzi al rialzo.
Tim Sun, ricercatore presso HashKey Group, afferma che la quota di offerta che rappresenta una perdita non realizzata ha talvolta raggiunto quasi il 50%, un livello che non si vedeva dai momenti più critici della crisi del 2022.
Egli colloca la fascia minima assoluta tra i 40.000 e i 45.000 dollari, sebbene consideri una soglia più realistica tra i 55.000 e i 60.000 dollari, a condizione che la situazione tra Stati Uniti e Iran non peggiori e che la Federal Reserve si astenga dall'aumentare i tassi di interesse.
Il Bitcoin continua a oscillare all'interno di un intervallo di prezzo compreso tra $66.000 e $80.000, dove acquirenti e venditori si contendono ancora il controllo.
Questo rimane un contesto difficile da gestire per gli investitori, con euforia che emerge ogni volta che il BTC si avvicina al limite superiore… pic.twitter.com/8Zr96tDiJ0
— Darkfost (@Darkfost_Coc) 28 maggio 2026
Cosa sarebbe effettivamente necessario per una guarigione
Sun ha chiarito che una vera inversione di tendenza dipende da ben più che dalla sola dinamica dei prezzi. Secondo lui, sarebbe necessario innanzitutto un passaggio definitivo a una politica monetaria più accomodante e a condizioni finanziarie più permissive.
L'analista di criptovalute Darkfost ha descritto l'attuale mercato come un intervallo difficile in cui operare, con l'entusiasmo che cresce ogni volta che Bitcoin si avvicina al limite superiore e il pessimismo che ritorna altrettanto rapidamente quando scende. Con prezzi intorno ai 73.510 dollari, i dati dipingono il quadro di un mercato ancora alla ricerca di un supporto.
Immagine principale da Unsplash, grafico da TradingView