La nuova strategia di sicurezza di Trump esclude criptovalute e blockchain

La nuova strategia per la sicurezza nazionale del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta attirando l'attenzione per ciò che omette, non per ciò che include. Il documento, pubblicato questa settimana, evidenzia le minacce provenienti da stati ostili, l'ascesa dell'intelligenza artificiale e le preoccupazioni legate alla tecnologia quantistica. Ma non menziona affatto criptovalute o blockchain, nonostante mesi di acceso dibattito politico sulle risorse digitali.

Nessuna criptovaluta nella nuova strategia

Secondo quanto riportato, la strategia delinea diverse aree che Washington intende rafforzare, tra cui la modernizzazione della difesa e le partnership con alleati chiave. Indica inoltre come strumenti emergenti come l'intelligenza artificiale e le biotecnologie potrebbero plasmare la concorrenza negli anni a venire.

Le criptovalute, tuttavia, mancano dall'elenco. Questa omissione è notevole perché l'amministrazione aveva precedentemente sostenuto un piano per la creazione di una riserva nazionale di asset digitali e aveva segnalato che Bitcoin avrebbe potuto svolgere un ruolo nella pianificazione economica a lungo termine.

Una parte del documento afferma che Trump mira a mantenere ed espandere "il dominio del settore finanziario americano" sfruttando la "leadership della nazione nella finanza digitale e nell'innovazione" per salvaguardare la liquidità e la stabilità del mercato, il che alcuni interpretano come un possibile riferimento alle criptovalute.

Gli osservatori affermano che il silenzio non è in linea con le mosse precedenti. A gennaio, Trump ha approvato un'ordinanza che incoraggiava le agenzie a prepararsi per una "scorta di asset digitali", un'idea legata alla creazione di una Riserva Strategica di Bitcoin.

L'annuncio ha attirato l'attenzione mondiale, soprattutto dopo che il Bitcoin aveva superato i 126.000 dollari all'inizio di quest'anno, per poi scendere a quota 88.000 dollari durante una flessione del mercato.

Reazione dell'industria

Sulla base di quanto riportato , alcuni analisti ritengono che la Casa Bianca abbia scelto di tenere le criptovalute fuori dal quadro normativo della sicurezza nazionale per evitare di spostarle in una categoria militare o di difesa.

Sostengono che le risorse digitali potrebbero rimanere sotto il controllo economico e finanziario anziché essere trattate come una preoccupazione strategica per la sicurezza.

Altri ritengono che l'omissione potrebbe indebolire lo slancio che i sostenitori delle criptovalute speravano di vedere dopo mesi di elogi da parte dei funzionari governativi.

Diverse voci del settore affermano di aspettarsi almeno un breve riferimento alla blockchain, data la crescente presenza di questa tecnologia nei pagamenti globali e nelle discussioni a livello nazionale.

Secondo alcune indiscrezioni, sviluppatori e gruppi di esperti in materia di criptovalute stavano monitorando attentamente il documento , in attesa di vedere se il denaro digitale sarebbe stato riconosciuto allo stesso modo dell'intelligenza artificiale o del calcolo quantistico.

Ciò non è accaduto e il silenzio ha lasciato molti a chiedersi se Washington consideri le criptovalute una priorità o solo un altro strumento finanziario.

Domande per il futuro

La mancanza di un linguaggio diretto sulle criptovalute potrebbe influenzare le aspettative del mercato. Alcuni investitori hanno considerato la strategia per la sicurezza nazionale un segnale importante che potrebbe plasmare la futura regolamentazione o la partecipazione federale all'economia delle criptovalute.

Al contrario, l'assenza di una posizione chiara ha sollevato dubbi sul fatto che gli Stati Uniti rallenteranno i loro piani di adozione pubblica, mentre altri paesi procedono con i test delle valute digitali delle banche centrali.

Immagine in evidenza da Getty Images, grafico da TradingView

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