La mania delle criptovalute tra gli investitori russi supera il 50%: studio

Oltre la metà dei principali investitori russi ha già mosso i primi passi nel settore delle criptovalute e la maggior parte dei restanti prevede di fare lo stesso.

Questo è il risultato principale di un recente sondaggio condotto su 1.500 investitori qualificati di età superiore ai 20 anni in città con più di 100.000 residenti. Ogni partecipante detiene almeno ₽50.000 (circa 600 dollari) in attività finanziarie.

Secondo alcuni report , il 52% di questi investitori afferma di aver acquistato monete digitali, mentre un altro 38% ha intenzione di farlo. Nel complesso, ciò significa che il 90% del gruppo intervistato ha già abbracciato le criptovalute o probabilmente lo farà a breve.

Gli investitori qualificati affrontano elevate barriere all'ingresso

Secondo il sondaggio, le autorità russe non sono pronte a consentire a tutti di negoziare asset digitali. A marzo, la Banca di Russia ha proposto un "regime giuridico sperimentale" che limiterebbe il trading diretto di criptovalute a "investitori altamente qualificati".

Per qualificarsi, gli individui dovrebbero avere un reddito annuo di almeno ₽50 milioni (oltre 600.000 dollari) e almeno ₽100 milioni (oltre 1,2 milioni di dollari) in titoli o depositi. Queste soglie sono ancora in attesa di approvazione definitiva, ma chiariscono che solo una piccola parte della popolazione potrebbe aderire.

Prossimi passi regolamentati e nuovi prodotti

Sebbene la banca centrale non preveda di aggiungere Bitcoin alle proprie riserve, ha aperto le porte ai derivati ​​crittografici non consegnabili. Ciò significa che gli investitori qualificati possono acquistare prodotti legati ai prezzi di Bitcoin senza possedere la moneta stessa.

A maggio, la banca ha confermato che questi titoli sarebbero stati ammessi nell'ambito del suo progetto pilota. Ora, importanti operatori come la Borsa di Mosca si stanno preparando a lanciare future sul Bitcoin basati su un nuovo indice nazionale.

Elevata fiducia nelle piattaforme russe

Gli exchange nazionali stanno vincendo la battaglia della fiducia. Il sondaggio indica che il 78% degli investitori preferisce le piattaforme registrate in Russia e l'85% vorrebbe pagare i propri conti crypto in rubli.

L'affidabilità è l'aspetto più importante (43%), seguito dalle commissioni basse (24%) e dalla semplicità di depositi e prelievi (24%). Sembra che molti russi facoltosi si sentano più sicuri a rivolgersi a società locali che conoscono, piuttosto che a siti offshore.

Motivi di investimento e mix di portafoglio

Gli investitori indicano come principale motivazione gli investimenti a lungo termine (57%), mentre il 32% punta alla diversificazione del portafoglio e il 25% al ​​trading a breve termine. Circa il 33% degli intervistati alloca attualmente il 5-10% del proprio patrimonio a strumenti legati alle criptovalute.

I dati raccolti dimostrano che per molti gli asset digitali non sono più una scommessa marginale, ma una parte integrante di una strategia di investimento più ampia.

Lacune nell'istruzione e preoccupazioni del mercato

Non tutte le barriere sono scomparse. Molti investitori affermano di non avere una conoscenza approfondita della tecnologia blockchain e temono forti oscillazioni dei prezzi.

L'elevata volatilità e l'incertezza rimangono i principali deterrenti per chi ha rimandato. Ciò suggerisce la chiara necessità di una migliore formazione, di strumenti di gestione del rischio e, forse, di fondi regolamentati più semplici per agevolare i nuovi arrivati.

Immagine in evidenza di Atlantic Council, grafico di TradingView

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