I regolatori stanno ancora cercando di capire come supervisionare le criptovalute, ma alcune recenti sentenze giudiziarie sembrano promettenti per le battaglie legali del settore con la Securities and Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti.
Bill Morgan, un avvocato che rappresenta Ripple nella sua lunga battaglia legale con la SEC, ha parlato apertamente dell'evoluzione della posizione giudiziaria sulle criptovalute. I suoi recenti commenti sottolineano un cambiamento nell'interpretazione delle risorse digitali e un'apparente divergenza dalla prospettiva tradizionalmente rigorosa della SEC.
Affermazione del giudice di BTC ed ETH come materie prime
Nel bel mezzo di numerose cause legali contro aziende crittografiche, i tribunali hanno mostrato una tendenza a contraddire le affermazioni della SEC. Un esempio di ciò è la recente sentenza del giudice Katherine Polk Failla.
L'exchange decentralizzato Uniswap Labs è stato coinvolto in accuse di frode da parte di sei persone che hanno affermato di aver perso fondi a causa di token truffa sulla piattaforma.
Nonostante queste affermazioni, il giudice Failla ha respinto la causa contro Uniswap . Nel suo ordine di licenziamento datato 30 agosto, ha affermato che le principali criptovalute, Bitcoin (BTC) ed Ethereum (ETH), sono materie prime, non titoli secondo le leggi statunitensi. Il giudice Failla ha dichiarato:
La Corte ritiene che gli smart contract in questo caso possano essere eseguiti legalmente, come nel caso dello scambio di criptovalute ETH e Bitcoin.
Riconoscere le principali risorse digitali come materie prime è una notevole deviazione dalla posizione della SEC. La SEC è stata chiara sul fatto che Bitcoin è una merce dal loro punto di vista, ma la situazione è più oscura per quanto riguarda Ethereum.
Il giudice conferma lo stato di non sicurezza di XRP
A consolidare ulteriormente la mutevole prospettiva giudiziaria è il verdetto del giudice Analisa Torres su Ripple Labs. La sentenza storica ha dichiarato che le vendite secondarie di XRP agli investitori al dettaglio non dovrebbero essere classificate come titoli.
Rafforzando questo sentimento, Morgan ha sottolineato: "XRP in sé non è un titolo". Questa prospettiva è cruciale per Ripple, che è stata ai ferri corti con la SEC sulla classificazione del token digitale.
La convinzione di Morgan va oltre il caso di Ripple. Prevede che la SEC probabilmente dovrà affrontare la sconfitta nei "tre grandi casi che contano", indicando le battaglie legali che coinvolgono Ripple Labs, Grayscale Investments e Coinbase.
È importante notare che queste posizioni giudiziarie hanno implicazioni significative. Non solo modellano le battaglie legali attuali e future nel settore delle criptovalute, ma possono influenzare l’attuale quadro normativo.
Con figure di spicco come Bill Morgan che fanno luce su queste sentenze, sembra che i tribunali statunitensi stiano progressivamente riconoscendo la natura delle criptovalute, creando un precedente che potrebbe influenzare le future discussioni normative a livello globale.
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