In breve: gli investigatori hanno sollevato nuove preoccupazioni riguardo al flusso di criptovalute rubate verso Zcash, a seguito del tracciamento di circa 2.746 ZEC collegati alla violazione di Bitget. Le transazioni protette nascondono i dettagli successivi all'inserimento, ma non dimostrano che la rete sottostante sia stata compromessa.
La privacy è una caratteristica legittima delle criptovalute. È anche ciò che rende Zcash una destinazione difficile per gli investigatori che cercano di rintracciare il denaro rubato in un attacco informatico.
Un avviso del 17 ottobre, emesso dall'investigatore on-chain Specter, ha richiamato l'attenzione sui flussi segnalati e collegati a diversi incidenti di sicurezza nel settore delle criptovalute, tra cui il caso Bitget e altri furti segnalati. L'avviso fa seguito a un tracciamento più dettagliato, effettuato il 30 settembre, di circa 2.746 ZEC, all'epoca valutati circa 3,9 milioni di dollari, confluiti nel pool protetto Ironwood di Zcash da portafogli collegati dagli investigatori all'autore dell'attacco Bitget.
Prima che gli asset raggiungano un pool protetto, gli analisti possono talvolta identificare portafogli di finanziamento, trasferimenti e schemi di scambio su blockchain pubbliche. Una volta all'interno del pool, il percorso solitamente visibile diventa più difficile da seguire perché i trasferimenti protetti non rivelano pubblicamente le stesse informazioni su mittente, destinatario e importo.
Ciò non significa che la crittografia di Zcash sia fallace. Né la comparsa di fondi sospetti implica la colpevolezza di chiunque utilizzi transazioni private. Illustra piuttosto la tensione di lunga data tra la privacy finanziaria e le indagini sui furti.
Il totale complessivo dei flussi derivanti dai nuovi episodi rimane meno certo rispetto alle precedenti transazioni Bitget. Le stime non dovrebbero essere aggregate senza una verifica a livello di singola transazione, soprattutto quando gli stessi fondi possono transitare ripetutamente attraverso intermediari.
Ciò che gli investigatori stanno evidenziando è una tattica ricorrente: i ladri possono lasciare indizi prima di entrare in un sistema di protezione della privacy, ma ricostruire il percorso successivo diventa sostanzialmente più difficile. Per le piattaforme di scambio e i team forensi, l'intervento più utile potrebbe avvenire prima che i beni rubati scompaiano dalla vista del pubblico.