In breve: secondo quanto riportato, importanti società quotate in borsa si sono opposte ai piani di quotazione delle proprie azioni su una piattaforma di trading tokenizzata. Tale resistenza mette in luce questioni irrisolte in merito alla tutela degli azionisti e alla regolamentazione dei titoli basati su blockchain.
Il tentativo di portare le azioni di Wall Street sulle blockchain sta incontrando resistenza da parte di alcune delle società le cui azioni sarebbero rappresentate.
Le indiscrezioni riguardanti le proposte di accordi per la negoziazione di azioni tokenizzate che coinvolgono OKX e Intercontinental Exchange descrivono le obiezioni sollevate da società quotate in borsa, tra cui Broadcom e altri grandi emittenti.
Queste obiezioni ci ricordano che la tecnologia di trading può evolversi più rapidamente rispetto all'accordo legale e commerciale necessario a supportarla.
Perché gli emittenti si oppongono
Le azioni tokenizzate sono progettate per offrire agli investitori un'esposizione alle azioni tradizionali attraverso strumenti basati sulla tecnologia blockchain.
I sostenitori sostengono che questa tecnologia può facilitare le transazioni e potenzialmente estendere l'accesso anche al di fuori dei tradizionali orari di borsa.
Ma gli investitori hanno ancora bisogno di chiarezza su ciò che effettivamente possiedono. Un token potrebbe replicare il valore di un'azione senza conferire tutti i diritti associati al possesso diretto del titolo sottostante.
Le aziende hanno inoltre interesse all'integrità del mercato, agli obblighi di informativa e a come la negoziazione di strumenti non ufficiali o sconosciuti potrebbe influenzare gli azionisti ordinari.
Le obiezioni più recenti non vanno confuse con un divieto generalizzato della tokenizzazione. Piattaforme e giurisdizioni diverse possono operare in base a differenti regimi normativi.
Una prova che va oltre la tecnologia
Per anni, gli sviluppatori di blockchain hanno sostenuto che gli asset finanziari dovrebbero poter essere trasferiti con la stessa facilità dei messaggi digitali.
Il problema pratico è che anche i titoli convenzionali comportano diritti, doveri e obblighi di rendicontazione previsti dalla legge.
Per integrarli nelle blockchain è necessario più di un semplice smart contract funzionante.
La resistenza da parte dei principali emittenti suggerisce che, oltre all'ottenimento dell'autorizzazione normativa e della domanda degli investitori, potrebbe presentarsi un terzo ostacolo: convincere le aziende coinvolte che la tokenizzazione è nell'interesse dei loro azionisti.
Articolo scritto dalla redazione e curato da Samuel Rae.