Mentre il Senato degli Stati Uniti esamina l'attesissimo disegno di legge sulla struttura del mercato delle criptovalute, noto come CLARITY Act, cresce l'ottimismo in vista della scadenza del 15 gennaio, che potrebbe portare la legge sulla scrivania del presidente Donald Trump.
Il Senato esamina il disegno di legge cruciale sulla crittografia
Venerdì, la senatrice Cynthia Lummis, nota sostenitrice delle politiche pro-criptovalute, ha condiviso alcune riflessioni sulla piattaforma di social media X (ex Twitter), indicando che il Senato sta adottando una "lettura leggera" del disegno di legge.
Questo passo è il frutto di lunghe negoziazioni che hanno coinvolto non solo discussioni bipartisan tra democratici e repubblicani, ma anche interazioni tra lobbisti provenienti sia dal settore delle criptovalute che da quello bancario tradizionale.
Come riportato da Bitcoinist nelle ultime settimane, le disposizioni chiave, tra cui gli incentivi per le stablecoin delineati nel GENIUS Act, si stanno rivelando fondamentali per il potenziale successo del disegno di legge.
Anche l'esperto di mercato MartyParty è intervenuto, fornendo aggiornamenti sui social media in merito all'attuale revisione da parte del Senato della tanto attesa legge che si basa sul Digital Asset Market Clarity Act approvato dalla Camera.
Percorso verso il passaggio
MartyParty ha sottolineato che la revisione è particolarmente tempestiva, in quanto coincide con le prossime sessioni di ricarico programmate per la Commissione bancaria del Senato, presieduta dal senatore Tim Scott, nonché con le discussioni in seno alla Commissione agricoltura.
Ha chiarito che queste sessioni dovrebbero svolgersi intorno al 15 gennaio 2026, anche se alcuni rapporti suggeriscono che potrebbero svolgersi anche più tardi, addirittura il 16 gennaio. Le revisioni offriranno l'opportunità di emendamenti, dibattiti e votazioni a livello di commissione sul testo del disegno di legge.
Se il disegno di legge dovesse superare entrambe le commissioni, l'esperto ha sottolineato che le bozze saranno riconciliate prima di passare al voto dell'intera aula del Senato. Per raggiungere questo obiettivo sarà necessario ottenere almeno 60 voti per superare qualsiasi potenziale ostruzionismo, sottolineando la necessità di un sostegno bipartisan.
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