Le principali piattaforme DeFi distribuiscono 96 milioni di dollari, mentre il mercato si orienta verso i guadagni reali.

Il mondo della finanza decentralizzata (DeFi) sta iniziando a premiare i profitti reali. Hyperliquid, Pump.fun ed EdgeX hanno distribuito complessivamente circa 96,3 milioni di dollari ai detentori di token negli ultimi 30 giorni.

Questa tendenza dimostra che gli investitori stanno iniziando a guardare a protocolli che generano e condividono ricavi reali, non solo a promesse di crescita, velocità di transazione elevate o metriche di attività degli utenti gonfiate.

I dati di DefiLlama mostrano che Hyperliquid è in testa al gruppo, avendo distribuito integralmente 50,95 milioni di dollari ai suoi utenti. Pump.fun segue con 22,09 milioni di dollari di pagamenti a fronte di un fatturato di 38,81 milioni di dollari.

D'altro canto, EdgeX ha riportato un fatturato di protocollo pari a 23,26 milioni di dollari, in aumento rispetto agli 8,26 milioni di dollari precedenti, il che suggerisce la presenza di una riserva o di un'altra fonte di finanziamento per effettuare le distribuzioni. Queste cifre indicano un cambiamento in atto nel settore delle criptovalute.

Hyperliquid domina il nuovo protocollo DeFi.
Hyperliquid si posiziona al primo posto tra i nuovi protocolli DeFi in base alle metriche di guadagno per i detentori. Fonte: DefiLlama

Perché gli investitori DeFi si stanno concentrando sui ricavi proprio ora?

Per anni, i prodotti DeFi si sono contesi il mercato basandosi su parametri quali TVL , utenti giornalieri e volume delle transazioni. Tuttavia, con il progressivo abbandono delle promesse a lungo termine a favore di modelli di business sostenibili, il sentiment del mercato sta cambiando.

Robbie Klages ha recentemente riassunto il nuovo clima del mercato affermando che agli investitori non importa più se una blockchain elabora "10 volte più transazioni al secondo" se non è in grado di generare profitti. Le sue osservazioni si inseriscono in una visione più ampia secondo cui le iniziative DeFi vengono ora considerate più come attività commerciali che come reti crittografiche sperimentali.

Un mercato più difficile ha spinto gli investitori verso settori in cui possono vedere entrate tangibili. Significa anche che, con la crescente concorrenza e la riluttanza a essere considerati speculatori, i protocolli privi di solidi modelli di ricavo rischiano di essere visti come iniziative senza una chiara prospettiva di successo. La portata di questa tendenza è ulteriormente evidenziata dai dati annualizzati.

Hyperliquid ha generato circa 945,87 milioni di dollari di entrate annuali, interamente destinate ai detentori. Pump.fun ha guadagnato 481,15 milioni di dollari su base annua, mentre EdgeX ha raggiunto i 236,42 milioni di dollari. I detentori di token cercano sempre più un valore economico diretto dai protocolli che supportano, rendendo questa transizione fondamentale.

Anziché sperare in un aumento del prezzo dei token per pura speculazione, molti investitori ora si aspettano che le piattaforme condividano i ricavi, ad esempio distribuendo dividendi o riacquistando azioni proprie, come avviene nella finanza tradizionale.

Come si confrontano le piattaforme DeFi consolidate?

Gli ultimi dati mostrano anche come le app DeFi emergenti stiano gradualmente entrando in competizione con alcuni dei nomi leader del settore. Chainlink ha distribuito 4,63 milioni di dollari ai detentori di token nello stesso periodo, mentre Aerodrome ne ha restituiti 3,53 milioni. Uniswap ha distribuito 3,29 milioni di dollari su 44 reti blockchain.

D'altro canto, PancakeSwap ha generato un fatturato di 3,94 milioni di dollari, ma ne ha restituiti solo 2,48 milioni ai detentori, dopo aver speso circa 905.260 dollari in incentivi. Ora è di fondamentale importanza distinguere tra la generazione di ricavi e le distribuzioni effettive.

Alcuni protocolli investono ingenti somme in incentivi per attrarre liquidità e utenti, mentre altri restituiscono i profitti direttamente ai detentori dei token. Questa differenza potrebbe influenzare il modo in cui gli investitori valuteranno i progetti DeFi in futuro.

Un protocollo con volumi di scambio inferiori ma distribuzioni di liquidità più consistenti potrebbe risultare ancora più attraente per gli investitori rispetto a uno con volumi di scambio più elevati ma utili inferiori.

È inoltre evidente che le piattaforme più giovani stanno sfidando i marchi DeFi più consolidati, offrendo vantaggi economici più concreti alle proprie comunità.

La DeFi sta diventando una vera e propria infrastruttura finanziaria?

Il dibattito sui ricavi della DeFi segue la rapida crescita del settore, iniziata con la speculazione e il trading di memecoin. Nel suo ultimo post sul blog, Andre Cronje ha affermato che nel 2026 la DeFi assomiglierà sempre più a un'infrastruttura finanziaria funzionale piuttosto che a una nicchia sperimentale del mondo delle criptovalute.

Ha citato il mercato in rapida espansione delle stablecoin, che oggi vale oltre 320 miliardi di dollari, guidato da società come Tether e Circle. Ha inoltre sottolineato che gli exchange decentralizzati gestiscono un volume mensile di scambi spot superiore a 160 miliardi di dollari e che gli exchange decentralizzati con licenze perpetue elaborano circa 540 miliardi di dollari di attività mensili.

Cronje ha affermato che diverse piattaforme di prestito, tra cui Aave, Morpho e Maple Finance , gestiscono attualmente circa 28 miliardi di dollari di prestiti attivi. Si tratta di una nuova tipologia di garanzia, più direttamente collegata ad asset del mondo reale e sempre più utilizzata come garanzia on-chain. Il punto fondamentale è che la DeFi potrebbe essere entrata in una fase di maggiore maturità.

Alcuni protocolli stanno iniziando a funzionare più come reti finanziarie generatrici di liquidità, con prestazioni aziendali misurabili, piuttosto che come mere speculazioni. La sostenibilità, tuttavia, sarà la prossima sfida.

Gli investitori osserveranno con attenzione se questi protocolli saranno in grado di generare entrate consistenti senza dipendere da incentivi basati su token o da aggressive campagne di crescita.

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