Il dibattito sul CLARITY Act, un atto legislativo fondamentale volto a definire la struttura del mercato delle criptovalute negli Stati Uniti, rimane in stallo, poiché i settori bancario e delle criptovalute sono impegnati in una dura lotta per la sua approvazione.
Negoziati tra il settore bancario e quello delle criptovalute
Martedì, durante un vertice dell'American Bankers Association (ABA) tenutosi a Washington, DC, la senatrice democratica Angela Alsobrooks ha sottolineato la complessità delle negoziazioni in corso tra i due settori finanziari.
Ha osservato che sia i rappresentanti del settore bancario, che considerano le ricompense delle stablecoin una potenziale minaccia per i depositi tradizionali, sia l'industria delle criptovalute, che sostiene che queste ricompense servano da incentivi essenziali per i consumatori, probabilmente lasceranno il tavolo sentendosi "un po' infelici".
In particolare, il senatore Alsobrooks ha collaborato con il senatore repubblicano Thom Tillis della Carolina del Nord per facilitare la revisione della legislazione da parte della Commissione bancaria del Senato, a lungo rimandata.
Come riportato da Bitcoinist la scorsa settimana, le attuali dinamiche che circondano il CLARITY Act suggeriscono che, anche se i democratici si opponessero nelle prossime discussioni in commissione, potrebbe comunque procedere secondo le linee del partito.
In uno scenario del genere, il sostegno di Tillis sarebbe cruciale se i Democratici rimanessero uniti nell'opposizione alle disposizioni chiave del disegno di legge. Le sue decisioni potrebbero in ultima analisi determinare se la legislazione andrà avanti o rimarrà in stallo. Alsobrooks ha spiegato:
Il compromesso su cui stiamo lavorando io e il senatore Tillis è concepito per creare delle barriere. Vogliamo impedire la fuga dei depositi, consentendo al contempo all'innovazione di prosperare.
Il 42% è favorevole al divieto delle ricompense in stablecoin
Anche l'American Bankers Association ha presentato nuovi risultati di un'indagine che sottolineano le preoccupazioni del settore. I consumatori, con un margine di 6 a 1, concordano sul fatto che, nel definire le regole per gli asset digitali, il Congresso dovrebbe procedere con cautela per evitare di indebolire il sistema finanziario esistente, in particolare per quanto riguarda le banche comunitarie.
Inoltre, il 42% dei consumatori ritiene che il Congresso dovrebbe vietare agli emittenti di stablecoin di offrire interessi e ricompense se tali pratiche minacciano di limitare i fondi che le banche hanno a disposizione per i prestiti.
L'indagine ha inoltre rivelato che l'adozione delle stablecoin rimane bassa, con il 90% degli intervistati che dichiara di non possederne attualmente alcuna e l'80% di non averne mai posseduta una. Solo il 17% ha espresso la probabilità di acquistare o utilizzare stablecoin nel prossimo anno.
Il presidente e CEO dell'ABA, Rob Nichols, ha ribadito la necessità di una regolamentazione: "I consumatori sono chiari: qualsiasi azienda fintech o crypto che offra prodotti simili a quelli bancari dovrebbe aderire agli stessi rigorosi standard che si applicano alle banche", ha affermato.
Mentre i negoziati proseguono, con il presidente Donald Trump che sostiene apertamente il settore delle criptovalute, il prossimo passo cruciale sarà un'audizione della Commissione bancaria del Senato sulla revisione dei prezzi.
Se il CLARITY Act dovesse superare questa fase, potrebbe essere accorpato a una versione già approvata dalla Commissione Agricoltura del Senato. Successivamente, la versione definitiva verrebbe sottoposta al voto dell'intera Assemblea del Senato.
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