Secondo la società di trading Wintermute, il consueto andamento quadriennale di espansione e contrazione delle criptovalute potrebbe essere terminato.
In una recente analisi, l'azienda ha sostenuto che l'andamento del mercato è ora dettato dai flussi di capitale istituzionale piuttosto che dalle narrazioni storiche legate agli eventi di dimezzamento di Bitcoin.
Questo cambiamento significa che una ripresa generalizzata del mercato nel 2026 non è garantita e dipende da catalizzatori specifici in grado di reindirizzare la liquidità concentrata.
Una nuova struttura di mercato prende piede
La valutazione di Wintermute affermava che "il ciclo quadriennale è morto". L'azienda basa questa affermazione sui propri dati di trading over-the-counter del 2025, che mostravano una rottura del modello tradizionale, in cui il capitale derivante dai guadagni di Bitcoin confluiva in Ethereum, poi in altri token principali e infine in altcoin più piccole. Invece, il 2025 è diventato un anno di "estrema concentrazione".
L'introduzione degli exchange-traded fund (ETF) spot su Bitcoin ed Ethereum, pur generando una domanda sostenuta per tali asset, ha creato quelli che Wintermute chiama "giardini recintati". La nuova liquidità istituzionale è rimasta in gran parte confinata a una manciata di asset a grande capitalizzazione e non è stata trasferita al più ampio mercato delle criptovalute.
Questa dinamica ha contribuito a rally di breve durata delle altcoin, che hanno avuto una media di soli 20 giorni nel 2025 rispetto ai 60 giorni del 2024, secondo l'azienda. Allo stesso tempo, l'attenzione degli investitori al dettaglio si è spesso rivolta ai mercati azionari in settori come l'intelligenza artificiale (IA), lasciando il mercato delle criptovalute privo di una fonte chiave di nuovi capitali.
Percorsi verso una ripresa più ampia
Affinché il mercato si espanda oltre l'attuale stato di concentrazione nel 2026, Wintermute ha individuato tre fattori scatenanti necessari. Il primo è l'ampliamento dei mandati per ETF e trust di asset digitali (DAT) per includere più criptovalute.
La società ha notato i primi segnali in tal senso, tra cui la presentazione di richieste per gli ETF Solana e XRP. Alla fine della scorsa settimana, gli ETF spot XRP avevano ripreso una serie di afflussi netti dopo una breve pausa, secondo i dati di SoSoValue.
Secondo Wintermute, la seconda strada è rappresentata da una solida performance dei prezzi di BTC o ETH. Un rally significativo di uno dei due potrebbe generare un effetto ricchezza che si riverserebbe su altri asset digitali, rilanciando il flusso di capitali registrato l'ultima volta nel 2024. Gli analisti stanno dibattendo sulla probabilità di questo evento, con alcuni, come Egrag Crypto, che assegnano una probabilità del 55-65% di un anno positivo per Bitcoin se mantiene i livelli di prezzo chiave.
Il terzo catalizzatore, ritenuto meno probabile, è il ritorno della “mindshare” degli investitori al dettaglio verso le criptovalute, da altre classi di attività speculative, che porterebbe nuovi afflussi di capitale e l’emissione di stablecoin.
I dati di Santiment mostrano che la crescita della rete sottostante è possibile anche senza picchi di prezzo immediati, poiché Ethereum ha stabilito un record per la creazione di nuovi wallet l'11 gennaio 2026, con 393.600 nuovi indirizzi in un giorno, trainati da commissioni più basse e dall'utilizzo di stablecoin.
La direzione generale per il 2026, come delineata da Wintermute e ripresa dai commentatori, sarà determinata dalla capacità di uno di questi fattori di ampliare la liquidità. I cambiamenti nella struttura del mercato dipendono ora dalle dinamiche dei flussi di capitale, non da un orologio storico prevedibile, per le performance future.
Il post Wintermute annuncia la fine del ciclo quadriennale delle criptovalute e segnala i fattori scatenanti del 2026 è apparso per la prima volta su CryptoPotato .