Scontro sulla legislazione sulle stablecoin: grandi banche contro l’industria delle criptovalute

Mentre la Commissione Bancaria del Senato presentava la bozza aggiornata del disegno di legge sulla struttura del mercato delle criptovalute, noto come CLARITY Act, si stava svolgendo un'altra battaglia cruciale attorno al GENIUS Act, incentrato sulla regolamentazione delle stablecoin. La lobby bancaria sta spingendo per cambiamenti significativi, in particolare per quanto riguarda i premi delle stablecoin.

Le grandi banche stanno sconvolgendo la concorrenza delle stablecoin?

Summer Mersinger, CEO della Blockchain Association e importante sostenitrice del settore delle criptovalute nei negoziati del Congresso, si è rivolta alla piattaforma di social media X (ex Twitter) per evidenziare lo stato attuale delle discussioni in seguito all'approvazione bipartisan del GENIUS Act.

Ha affermato che la “lobby delle grandi banche” sta spingendo il Congresso a rivedere la legislazione consolidata riguardante le ricompense delle stablecoin, non a causa dei rischi emergenti, ma piuttosto per sopprimere la concorrenza che avvantaggia i consumatori.

Mersinger ha affermato: "Quando le grandi banche affrontano la concorrenza, non migliorano i servizi. Fanno pressioni per ostacolare le alternative. E il consumatore ne soffre".

L'amministratore delegato dell'azienda ha sottolineato che attualmente il rendimento medio di un conto di risparmio americano è solo dello 0,39%, mentre i conti correnti offrono un tasso ancora più basso, pari allo 0,07%. Al contrario, il tasso sui fondi federali oscilla tra il 3,50% e il 3,75%.

Ha sostenuto che questa discrepanza non è semplicemente il prodotto delle forze di mercato, ma deriva da una barriera sostanziale che le principali banche hanno costruito, impedendo ai clienti di accedere a rendimenti migliori.

Mersinger ha sottolineato che il predominio delle sei maggiori banche statunitensi, che controllano asset pari al 60% del Prodotto Interno Lordo (PIL) del Paese, non fa che rafforzare questa tendenza.

Ha inoltre sottolineato che quando emergono nuove tecnologie in grado di garantire ai consumatori rendimenti superiori, la risposta immediata delle banche è quella di invocare il "rischio sistemico" e di fare pressioni contro questi progressi.

In definitiva, Mersinger e i suoi colleghi stanno sostenendo politiche che diano priorità alle opzioni dei consumatori. "Esortiamo il Congresso ad ascoltare", ha implorato, sottolineando l'importanza del dibattito in corso tra i due settori.

Esperti sostenitori di rendimenti equi

Anche l'esperto di mercato Omid Malekan è intervenuto, criticando l'idea secondo cui i detentori di stablecoin non dovrebbero guadagnare rendimenti, sostenendo che le entrate derivanti dagli interessi generati dai buoni del Tesoro garantiti dai contribuenti dovrebbero essere destinate al cittadino americano medio, anziché riempire le tasche dei dirigenti bancari e degli azionisti.

Malekan ha chiesto un dibattito più ampio sulla limitazione dei tassi di interesse delle carte di credito e delle commissioni di strisciata, insieme all'introduzione di un'imposta sugli utili straordinari sui margini di interesse netti delle banche. Ha affermato: "Un settore così anticoncorrenziale e anticoncorrenziale dovrebbe subirne le conseguenze".

Il sostegno alla visione di Malekan è stato rafforzato dai recenti report sugli utili delle principali banche. Questa mattina, JPMorgan Chase ha annunciato un utile netto da interessi pari a 25 miliardi di dollari, a dimostrazione dei profitti generati dalla mancata offerta di rendimenti più elevati ai risparmiatori. Malekan ha respinto le affermazioni secondo cui il pagamento di interessi sulle stablecoin avrebbe danneggiato i prestiti, definendole infondate.

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Immagine in evidenza da DALL-E, grafico da TradingView.com

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