La Nigeria, la nazione più popolosa dell'Africa, sta prestando grande attenzione al suo settore delle criptovalute in rapida crescita, caratterizzato da una serie di nuove normative. Nell'ultimo aggiornamento, la Securities and Exchange Commission (SEC) nigeriana ha condiviso un capitale minimo rivisto per tutte le entità del mercato regolamentato, compresi gli operatori del mercato delle risorse digitali.
L'autorità di regolamentazione nigeriana aumenta il capitale minimo per gli exchange di criptovalute di 1,05 milioni di dollari
Il 16 gennaio 2026, la SEC nigeriana ha pubblicato una circolare che comunica le modifiche ai requisiti di capitale minimo (MC) per le principali entità finanziarie, vale a dire: operatori del mercato dei capitali principali e non principali, istituzioni di infrastrutture di mercato, consulenti del mercato dei capitali, operatori di tecnologia finanziaria (FinTech), fornitori di servizi di asset virtuali (VASP) e intermediari del mercato delle materie prime.
L'autorità di regolamentazione dei titoli ha spiegato che il quadro MC rivisto mira a rafforzare la resilienza operativa, allineare l'adeguatezza patrimoniale, promuovere la stabilità del mercato e supportare l'innovazione nei segmenti di mercato emergenti, come il settore delle criptovalute.
Per quanto riguarda i VASP, il capitale minimo per gli exchange di asset digitali (DAX) e i depositari di asset digitali è stato aumentato da 500 milioni di N (352.000 dollari) a 2 miliardi di N (1,4 milioni di dollari). Nel frattempo, tutte le piattaforme di offerta di asset digitali (DAOP) responsabili dell'emissione e della vendita primaria di asset digitali al pubblico dovrebbero raggiungere una soglia di capitale di 1 miliardo di N (704.111 dollari).
In particolare, la nuova circolare della SEC nigeriana amplia il riconoscimento di diversi VASP che operavano in un vuoto normativo. Tra questi, figurano i fornitori di servizi di asset virtuali ausiliari (AVASP), che forniscono servizi ausiliari come strumenti di analisi blockchain, ecc., e che ora sono tenuti a operare con un capitale minimo di 300 milioni di naira (211.200 dollari).
Con il nuovo regime, i requisiti patrimoniali di base per gli intermediari di asset digitali (DAI) e gli operatori di piattaforme di asset digitali (DAPO) sono stati fissati a 500 milioni di naira (352.000 dollari). Tra le nuove aggiunte, le piattaforme di tokenizzazione e offerta di asset reali (RATOP) hanno ora un requisito patrimoniale minimo di 1 miliardo di naira (704.111 dollari).
Secondo la SEC, si consiglia a tutte le entità interessate di conformarsi al nuovo regime entro e non oltre il 30 giugno 2027, in quanto il mancato rispetto di tale obbligo comporterà sanzioni, tra cui la sospensione o il ritiro della registrazione, come stabilito dalla Commissione.
Il governo nigeriano aumenta l'attenzione sul settore delle criptovalute
Oltre alla recente circolare della SEC, altri sviluppi indicano che il governo nigeriano sta aumentando la sua partecipazione al mercato delle criptovalute.
In particolare, il nuovo Nigeria Tax Administration Act (2025) richiede ora che tutte le attività relative alle risorse digitali siano collegate ai numeri di identificazione fiscale (TIN) e ai numeri di identificazione nazionale (NIN), trasformando di fatto il settore nascente in una nuova base imponibile.
Queste recenti misure fanno seguito a una recente partnership tra la SEC e la Nigerian Police Force (NPF), volta a reprimere gli operatori di schemi Ponzi e altre truffe simili.