Il Bitcoin si mantiene sopra gli 80.000 dollari, mentre il mercato testa livelli di resistenza chiave e gli operatori dibattono se la ripresa dai minimi di marzo abbia le basi per un rialzo sostenuto. Il prezzo ha recuperato il 17,5% nell'ultimo mese, un movimento significativo che ha spostato il sentiment da timoroso a cauto ottimista. Tuttavia, l'analista di punta Carmelo Aleman ha pubblicato uno studio sul comportamento delle balene che va oltre l'andamento dei prezzi e individua un segnale che vale la pena comprendere prima di trarre conclusioni sulla qualità della ripresa.
L'analisi prende in esame due distinte categorie di grandi detentori di Bitcoin nel periodo compreso tra il 3 aprile e il 2 maggio. La metodologia suddivide i soggetti che detengono più di 1.000 BTC in due gruppi in base all'età delle loro partecipazioni. I "New Whales" sono coloro i cui Bitcoin hanno meno di 155 giorni: si tratta di capitali recenti che tendono ad essere più sensibili alle fluttuazioni di prezzo e più attivi a livello tattico. Gli "Old Whales" detengono Bitcoin da più di 155 giorni: si tratta di capitali a lungo termine, strutturalmente più impegnati, che tendono a reagire meno alle variazioni di prezzo a breve termine.
La distinzione è importante perché i due gruppi si sono comportati in modo molto diverso durante lo stesso rialzo del 17,5%. Comprendere quale tipo di capitale ha guidato il movimento, quale ne è rimasto fuori e cosa questa combinazione implichi in merito alla sostenibilità dell'attuale livello dei prezzi è il contributo analitico fornito dallo studio di Aleman.
Il Bitcoin sopra gli 80.000 dollari sembra un segnale positivo sul grafico. I dati relativi alle balene aggiungono un'interpretazione più sfumata.
Due tipi di balene. Due reazioni completamente diverse allo stesso raduno.
I dati di Aleman rendono impossibile ignorare la divergenza tra i due gruppi. Nello stesso periodo di 30 giorni e con lo stesso aumento di prezzo del 17,5%, i nuovi investitori (le cosiddette "balene") hanno realizzato profitti netti per circa 865 milioni di dollari, mentre i vecchi investitori (le cosiddette "balene") hanno chiuso il periodo con un saldo netto negativo di circa 87 milioni di dollari. Le prese di profitto avvenute durante il rally sono state determinate interamente dai nuovi capitali, non dagli investitori che hanno detenuto Bitcoin per diversi cicli.

Le variazioni di saldo confermano con precisione la spaccatura comportamentale. I nuovi "balene" hanno aumentato le loro partecipazioni da 985.639 BTC a 1.135.400 BTC, aggiungendo circa 149.800 BTC, un aumento del 15,2% dell'esposizione durante il rally. I vecchi "balene" sono passati da 3.323.800 BTC a 3.325.000 BTC, una variazione di soli 1.200 BTC, ovvero dello 0,04%. In pratica, i detentori di Bitcoin più strutturalmente impegnati non hanno fatto nulla durante una ripresa del prezzo del 17%.
L'interpretazione che Aleman trae da questi dati è specifica. I nuovi investitori si comportano come trader tattici, aumentando l'esposizione e realizzando profitti attivamente, con un comportamento più simile a quello dei partecipanti al mercato spot che a quello degli investitori a lungo termine. I vecchi investitori, invece, sono in una fase di mantenimento strutturale: nessuna accumulazione significativa, nessuna distribuzione aggressiva, semplicemente mantengono le posizioni che sono state mantenute nonostante oscillazioni di prezzo ben più ampie di una ripresa mensile del 17%.
La precisazione cruciale aggiunta da Aleman ridefinisce l'intera analisi. Queste metriche di coorte descrivono il comportamento, non l'impatto diretto sul mercato. Non misurano la pressione di acquisto o di vendita sul book degli ordini. Le prove provenienti da analisi precedenti, osserva Aleman, indicano che il recente movimento del Bitcoin è stato dominato principalmente dal posizionamento sui future piuttosto che dagli afflussi negli ETF o dall'accumulo diretto da parte delle balene. Le balene erano presenti. Non sono state il motore.
Bitcoin testa gli 81.000 dollari mentre la ripresa si avvicina a un'importante resistenza del trend.
Il Bitcoin si sta scambiando vicino agli 80.800 dollari dopo aver esteso la sua ripresa dal minimo di capitolazione di febbraio, ma la struttura si sta ora avvicinando a un punto di svolta critico. Il grafico mostra una chiara sequenza di minimi crescenti da marzo, confermando un passaggio da un trend ribassista a uno di ripresa. Il prezzo ha recuperato sia la media mobile a 50 giorni che quella a 100 giorni, che ora fungono da supporto dinamico intorno alla regione compresa tra i 72.000 e i 74.000 dollari.

Tuttavia, la sfida principale si trova proprio sopra la testa. La media mobile a 200 giorni continua a mostrare una tendenza al ribasso vicino alla zona di $82.000-$84.000, creando una confluenza di resistenze che storicamente ha definito la direzione del trend. Bitcoin sta ora testando quel livello per la prima volta dal crollo, rendendo questo un momento strutturalmente importante.
I volumi non confermano appieno la forza del movimento. Sebbene la ripresa sia stata ordinata, la partecipazione rimane inferiore rispetto alla fase di ribasso, il che suggerisce che il rally potrebbe essere trainato più da una riduzione della pressione di vendita che da una nuova domanda aggressiva.
La struttura immediata è positiva, ma non ancora decisiva. Una rottura confermata al di sopra degli 82.000 dollari sposterebbe il mercato in una formazione di massimi crescenti e aprirebbe la strada verso i 90.000 dollari. Un fallimento a questo livello innescherebbe probabilmente un ritracciamento verso la zona di supporto dei 74.000 dollari, dove in passato sono intervenuti gli acquirenti.
Immagine in evidenza tratta da ChatGPT, grafico da TradingView.com