Le associazioni di categoria del settore bancario statunitense hanno chiesto una modifica all'accordo sui rendimenti delle stablecoin nell'ambito dell'attesissimo CLARITY Act. Questa dichiarazione giunge in vista della prevista discussione sulla legislazione relativa alle criptovalute la prossima settimana. Dopo mesi di negoziati, legislatori, operatori del settore delle criptovalute e banche statunitensi hanno raggiunto un accordo su come integrare i rendimenti delle stablecoin nel nuovo quadro normativo.
In particolare, il CLARITY Act vieterà ogni forma di interesse passivo, simile a quello dei depositi, sulle stablecoin, impedendo di fatto la concorrenza con i tradizionali conti di risparmio bancari. Tuttavia, il disegno di legge consentirà tutte le forme di ricompensa legate ad attività legittime, tra cui lo staking, le transazioni o la fornitura di liquidità. In sostanza, l'obiettivo è promuovere un approccio "compra e usa" alle stablecoin, piuttosto che un approccio "compra e tieni".
I sindacati bancari si mobilitano per colmare le "scappatoie" passive.
In un post su X dell'8 maggio, la giornalista indipendente Eleanor Terrett ha condiviso una lettera delle associazioni di categoria del settore bancario che proponeva modifiche alla sezione relativa al rendimento delle stablecoin nel CLARITY Act. Tra i firmatari della lettera figuravano l'American Banking Association, il Bank Policy Institute, la Consumer Bankers Association, il Financial Services Forum, l'Independent Community Bankers of America e la National Bankers Association.
Le modifiche proposte miravano principalmente a comunicare un divieto assoluto sugli interessi passivi e a prevenire qualsiasi fuga di depositi dagli istituti finanziari tradizionali. Come si vedrà in seguito, queste includevano aggiustamenti grammaticali, in particolare nella Sezione 404(c)(1), dove i sindacati hanno proposto di sostituire la frase "equivalente funzionale ed economico" con "sostanzialmente simile" nella definizione del rendimento da reddito da depositi passivi e dei meccanismi di rendimento correlati alle stablecoin.
NOVITÀ: Gli operatori del settore bancario stanno esercitando una pressione coordinata per la revisione del compromesso sui rendimenti delle stablecoin in vista di un previsto aumento di prezzo previsto dal Clarity Act la prossima settimana, sostenendo che la formulazione attuale lascia ancora spazio a programmi di ricompensa che potrebbero effettivamente replicare i rendimenti. @bankpolicy ,… pic.twitter.com/O2aIJ9JJ93
— Eleanor Terrett (@EleanorTerrett) 8 maggio 2026
Vi è anche una raccomandazione di omettere completamente il paragrafo (3)(B), che a loro dire introduce un'ambiguità che mina l'obiettivo principale del compromesso. Tuttavia, è improbabile che queste raccomandazioni ricevano molta attenzione, poiché i legislatori hanno in gran parte spostato la loro attenzione su altri aspetti del CLARITY Act. In particolare, Terrett riporta che un collaboratore del Senato ha descritto gli sforzi delle associazioni di categoria come "piuttosto insipidi".
Il CLARITY Act si avvicina alla fase cruciale di approvazione.
Tra gli altri sviluppi, la Commissione del Senato statunitense per le banche, l'edilizia abitativa e gli affari urbani terrà una sessione di esame del CLARITY Act giovedì 14 maggio alle 10:30 EST, come riportato da Terrett in un altro articolo.
Durante questo processo, i membri della commissione sono tenuti a esaminare il disegno di legge, discutere gli emendamenti proposti e votare sull'opportunità di sottoporre la legislazione all'esame del Senato in seduta plenaria. Dopo l'approvazione da parte della commissione, il CLARITY Act deve essere approvato dal Senato in seduta plenaria e successivamente dalla Camera dei Rappresentanti prima di giungere sulla scrivania del Presidente per essere firmato e diventare legge.
NOVITÀ: Gli operatori del settore bancario stanno esercitando una pressione coordinata per la revisione del compromesso sui rendimenti delle stablecoin in vista di un previsto aumento di prezzo previsto dal Clarity Act la prossima settimana, sostenendo che la formulazione attuale lascia ancora spazio a programmi di ricompensa che potrebbero effettivamente replicare i rendimenti.