Il responsabile legale di Coinbase ha affermato che i negoziatori al Senato sono "molto vicini" a un accordo sulla questione più controversa del CLARITY Act, quella relativa alle criptovalute.
Coinbase: "Molto vicini a un accordo", nonostante la controversia sulla stablecoin
Tutto ruota attorno alle stablecoin. La possibilità e le modalità con cui gli exchange possono corrispondere rendimenti sui saldi in stablecoin continuano a essere oggetto di controversia tra i legislatori di CLARITY, ma secondo Paul Grenwal, la disputa di lunga data potrebbe risolversi già questo venerdì.
In un'intervista rilasciata mercoledì a Fox Business, Grenwal ha affermato che il Digital Asset Market Clarity Act si sta "avviando" verso una sessione di esame presso la Commissione bancaria del Senato statunitense. Ha sottolineato la necessità di "portare a termine il lavoro" sulle criptovalute iniziato dopo l'approvazione del GENIUS Act lo scorso anno.
La questione potrebbe poi essere sottoposta a votazione in aula, una volta che i senatori avranno finalmente risolto la controversia sul rendimento delle stablecoin e inserito formalmente la proposta in agenda.
Il compromesso sulle stablecoin
Vale la pena notare che la dichiarazione di Grenwal fa seguito a mesi di polemiche in cui Coinbase ha fatto naufragare una precedente proposta di legge al Senato ritirando il proprio sostegno a causa di disposizioni che, a suo dire, si sarebbero tradotte in un "divieto di fatto" sulle azioni tokenizzate, in pesanti restrizioni per la DeFi e in uno spostamento di potere verso la SEC. Bitcoinist si era occupato della vicenda all'epoca.
Se la SBC procederà alla fase di revisione questo mese, come suggerisce Grewal, il disegno di legge potrebbe essere sottoposto al voto dell'aula e arrivare sulla scrivania del Presidente Trump già quest'anno.
Le ricompense delle stablecoin sono diventate un punto di attrito tra banche e società di criptovalute, poiché le banche temono la fuga dei depositi, mentre gli exchange considerano le stablecoin che offrono rendimenti un elemento fondamentale per i loro modelli di business e per la crescita degli utenti.
Il compromesso emergente consiste nell'assenza di ricompense per i saldi di stablecoin inattivi e non utilizzati, ma in rendimenti limitati legati all'utilizzo "attivo", come le spese o le transazioni on-chain. Alcune grandi banche, tra cui Jamie Dimon di JPMorgan, sembrano disposte ad accettare un simile sistema.
Un compromesso riuscito porrebbe fine a un anno di ritardi in commissione e modifiche annullate, e potrebbe finalmente fornire alle borse un quadro normativo federale anziché una "regolamentazione tramite coercizione" da parte della SEC.
La tensione tra l'industria delle criptovalute e gli organi di regolamentazione
Anche se il disegno di legge venisse approvato in modo soddisfacente per entrambe le parti, rimarrebbe comunque una grande discrepanza tra la versione ufficiale e ciò che molti nel mondo delle criptovalute temono che esso possa realmente comportare.
Le autorità di regolamentazione e l'amministrazione stanno presentando il CLARITY Act come il momento in cui gli Stati Uniti diventeranno finalmente il punto di riferimento globale per le normative sugli asset digitali: chiare, prevedibili e sicure. Il presidente della CFTC, Michael Selig, ha dichiarato in un'altra intervista a Fox Business lo scorso febbraio che il disegno di legge statunitense sulla struttura del mercato delle criptovalute, attualmente in discussione, renderà gli Stati Uniti il "modello di riferimento" per la regolamentazione degli asset digitali.
Tuttavia, sviluppatori e utenti esperti di criptovalute continuano a chiedersi se la stessa legge non finisca per consolidare un modello incentrato su banche ed exchange, relegando la DeFi, i mercati tokenizzati e la vera autocustodia ai margini o addirittura all'estero. Questa recente analisi del CLARITY Act pubblicata da Reuters sottolinea come la legislazione definirà chi regola quali parti del mercato e in base a quali regimi di licenza, rafforzando i timori che gli operatori più piccoli o non custodial possano essere penalizzati.
La sopravvivenza del rendimento delle stablecoin in forma "legata alle transazioni" sosterrebbe le commissioni di scambio e gli interessi. Ma se i negoziati fallissero, i mercati potrebbero ricalcolare il rischio normativo statunitense e spostare la liquidità verso piattaforme offshore.

Immagine di copertina da Perplexity, grafico BTCUSDT da Tradingview