In seguito alla recente approvazione del GENIUS Act, una nuova legge che regolamenta le stablecoin, sono emerse tensioni tra le associazioni bancarie tradizionali e i gruppi di difesa delle criptovalute.
Mentre le associazioni bancarie statunitensi che rappresentano tutti i cinquanta stati hanno lanciato l'allarme sulle potenziali vulnerabilità della legge, due organizzazioni crypto, la Blockchain Association e il Crypto Council, si sono opposte alle modifiche proposte.
I sostenitori delle criptovalute mettono in guardia contro un ambiente non competitivo
In una dichiarazione congiunta, la Blockchain Association e il Crypto Council hanno espresso la loro ferma opposizione alle lettere emesse il 12 agosto 2025 dal Bank Policy Institute e da varie associazioni bancarie statali.
Queste lettere mirano a riesaminare questioni che, a loro avviso, sono state ampiamente affrontate durante il processo legislativo del GENIUS Act. I gruppi sostengono che le proposte minacciano di creare un ambiente non competitivo per le stablecoin, dando priorità agli interessi delle banche rispetto alla crescita più ampia del settore, alla concorrenza e alla scelta dei consumatori.
Sostengono che le stablecoin di pagamento sono fondamentalmente diverse dai depositi bancari o dai prodotti di investimento e pertanto non dovrebbero essere regolamentate allo stesso modo.
In base al GENIUS Act, gli emittenti di stablecoin sono tenuti a mantenere riserve uno a uno in contanti o in attività liquide di alta qualità e a operare sotto licenza e supervisione federale o statale qualificata.
I gruppi crypto sottolineano che questo quadro normativo è progettato per garantire che le stablecoin non funzionino come i tradizionali depositi bancari o fondi del mercato monetario, sottolineando il loro ruolo unico nell'ecosistema finanziario.
I gruppi di pressione hanno anche affrontato le affermazioni secondo cui alcune pratiche, come la condivisione dei premi in borsa, compromettono il divieto del GENIUS Act sugli interessi pagati dall'emittente.
Sostengono che sia essenziale garantire parità di condizioni, consentendo sia alle banche sia alle aziende di criptovalute di innovare e competere, in particolare per i consumatori sottobancarizzati che fanno sempre più affidamento sui portafogli digitali.
Stablecoin sotto esame
La lettera avverte inoltre che eliminare le funzionalità disponibili per gli utenti di stablecoin, pur consentendole alle banche, favorirebbe ingiustamente le istituzioni tradizionali più grandi che spesso non riescono a fornire rendimenti competitivi.
Un punto controverso è la Sezione 16(d) del GENIUS Act, che consente alle filiali di istituzioni statali di effettuare trasferimenti di denaro per supportare le attività legittime degli emittenti di stablecoin oltre i confini statali.
I gruppi di pressione sostengono che l'abrogazione di questa disposizione ostacolerebbe i diritti di riscatto delle stablecoin per i detentori fuori dallo Stato, creando potenzialmente un ambiente normativo frammentato che soffoca il commercio interstatale.
Inoltre, la richiesta di vietare alle società non finanziarie di emettere stablecoin di pagamento è vista come una misura estrema che potrebbe soffocare l'innovazione.
Nella loro dichiarazione, la Blockchain Association e il Crypto Council sottolineano che le stablecoin operano secondo rigidi requisiti di riserva e di vigilanza, e che le loro riserve rimangono in gran parte all'interno del sistema finanziario tradizionale.
Sostengono che consentire alle piattaforme regolamentate in modo responsabile di condividere i vantaggi con i clienti non è una scappatoia, ma piuttosto una caratteristica che migliora l'inclusione finanziaria e promuove l'innovazione.
Immagine in evidenza da DALL-E, grafico da TradingView.com