Una nuova proposta dei Democratici del Senato degli Stati Uniti ha riacceso la tensione tra i partiti nel dibattito sulle criptovalute a Washington. Il piano inasprirebbe le regole sui frontend della finanza decentralizzata (DeFi) e autorizzerebbe il Dipartimento del Tesoro a inserire nella lista nera le piattaforme rischiose.
La mossa ha suscitato la reazione negativa dei leader del settore, che hanno avvertito che potrebbe bloccare mesi di progressi bipartisan. Gli analisti affermano che la proposta evidenzia una divisione più profonda nell'equilibrio tra sicurezza e innovazione.
La proposta dei democratici solleva preoccupazioni per la sicurezza nazionale
I democratici della commissione bancaria del Senato hanno inviato la proposta ai repubblicani, cercando di estendere i requisiti Know Your Customer ( KYC ) ai frontend crittografici, compresi i wallet non custodiali, rimuovendo al contempo le tutele legali per gli sviluppatori.
L'entusiasmo è cresciuto da quando la Camera ha approvato il Digital Asset Market Clarity Act 294-134 a luglio. I senatori Ruben Gallego, Andy Kim, Raphael Warnock, Angela Alsobrooks, Lisa Blunt Rochester e Mark Warner sostengono il nuovo piano.
La proposta ha subito suscitato aspre critiche da parte degli esperti legali e politici del settore. Jake Chervinsky, responsabile legale di Variant, ha affermato che "non si tratta di stabilire regole chiare; si tratta di vietare un settore".
"Non regolamenta le criptovalute, le vieta. Si tratta più di un'acquisizione governativa senza precedenti e incostituzionale di un intero settore, più che di un quadro normativo", ha aggiunto.
L'ex commissaria della CFTC Summer Mersinger, ora alla Blockchain Association, ha affermato che la bozza "metterebbe di fatto al bando la finanza decentralizzata negli Stati Uniti". Ha avvertito che potrebbe spingere gli sviluppatori conformisti a trasferirsi all'estero.
Fonti del settore hanno affermato che il testo della bozza potrebbe riguardare praticamente qualsiasi entità che "progetta, implementa o trae profitto" da un frontend DeFi, rendendone quasi impossibile la conformità. La decisione arriva in un momento in cui si svolgono negoziati fiscali e si avvicina la scadenza per i finanziamenti governativi.
Gli osservatori avvertono che le tensioni politiche potrebbero ritardare la legislazione sulle criptovalute fino alla metà del 2026.
Reazione del mercato e prospettive legislative
Gli analisti affermano che la controversia mette in luce una divisione più profonda nelle priorità. La Camera promuove l'innovazione attraverso la trasparenza del mercato, mentre i Democratici del Senato si concentrano sull'applicazione delle norme.
Zunera Mazhar, vicepresidente della Camera di Commercio digitale, ha affermato che la nuova bozza è "pesante, inefficace e rischia di spingere l'innovazione all'estero".
Ha aggiunto: "Una buona politica non punisce la decentralizzazione. Protegge i consumatori, preserva l'innovazione e combatte la finanza illecita laddove si verifica".
Il mercato sembrava reagire all'incertezza normativa. Quel giorno, secondo l'aggregato di monete DeFi di CoinGecko, la capitalizzazione di mercato DeFi è scesa del 3,4% rispetto al giorno precedente, attestandosi a 164,1 miliardi di dollari.
Tra le criptovalute di punta, Hyperliquid (HYPE) ha registrato il calo più ripido, scendendo del 5,5% a 44 $, seguita da Astar (ASTR), che è scesa del 10% a 1,7 $.
Gli analisti avvertono che l'attuale stallo potrebbe spostare liquidità e sviluppo verso l'Europa, dove le norme MiCA definiscono già la supervisione degli asset digitali. Le ambizioni di Washington in ambito crypto restano bloccate tra controllo, conformità e innovazione.
Il post I democratici del Senato degli Stati Uniti spingono per una stretta sui frontend DeFi è apparso per la prima volta su BeInCrypto .