A partire da settembre, gli scambi di criptovaluta sudcoreani avranno il compito di accantonare almeno 3 miliardi di won (2,3 milioni di dollari) in riserve, secondo le linee guida rilasciate dalla Federazione coreana delle banche. Secondo il media locale News1, questa mossa fa parte della più ampia strategia della Corea del Sud volta a rafforzare le misure di protezione dei consumatori nel fiorente settore delle criptovalute.
Rafforzare le misure di tutela dei consumatori
Le nuove linee guida , intitolate “Linee guida per il funzionamento del conto con nome reale per asset virtuali”, stabiliscono che gli scambi devono detenere in riserve l’equivalente del 30% dei loro depositi medi giornalieri. Tali riserve hanno lo scopo di “adempiere alla propria responsabilità per danni agli utenti” in caso di verificarsi di un rischio. Il limite massimo per tali fondi è stato fissato a 20 miliardi di won. I principali scambi di criptovalute coreani, tra cui Upbit e Bithumb, hanno già indicato la loro conformità a questi nuovi requisiti.
Si intensifica il controllo normativo
Le autorità sudcoreane hanno intensificato la supervisione normativa del settore delle criptovalute. A giugno, i legislatori hanno approvato una legislazione comprendente 19 leggi relative alle criptovalute, garantendo alla Financial Services Commission (FSC) e alla Banca di Corea l'autorità di supervisionare gli operatori crittografici e i depositari di asset. La legislazione autorizza inoltre le autorità a imporre sanzioni per il commercio sleale di asset virtuali. Inoltre, il mese scorso la FSC ha annunciato che le società nazionali saranno tenute a rendere pubbliche le partecipazioni in criptovalute a partire dal prossimo anno come parte delle nuove regole contabili.
Inoltre, il mese scorso, la Korea Financial Intelligence Unit (KoFIU) ha tenuto un incontro per “rafforzare la capacità di conformità dei fornitori di servizi di asset virtuali”. Questo incontro è avvenuto il giorno dopo il lancio di un'unità investigativa interagenzia composta da almeno 30 investigatori provenienti da varie agenzie, tra cui il Servizio di supervisione finanziaria e il Servizio fiscale nazionale. L'unità mira a combattere i crimini legati alle criptovalute, che sono in aumento.
Mentre la Corea del Sud rafforza la sua presa normativa sul settore delle criptovalute, i nuovi requisiti di riserva fungono da ulteriore livello di protezione dei consumatori. Queste misure sono in linea con gli sforzi del Paese volti a fornire un ambiente più sicuro per gli investitori in criptovalute combattendo al contempo le attività illegali. Con importanti scambi come Upbit e Bithumb già sulla buona strada per conformarsi, le linee guida potrebbero costituire un precedente per altri paesi che cercano di migliorare la protezione dei consumatori nel settore delle criptovalute.