Questa settimana il mercato delle criptovalute si trova ad affrontare una delle prove normative più importanti, con la Commissione bancaria del Senato statunitense che si appresta a votare sul CLARITY Act giovedì 14 maggio. La sessione di discussione determinerà se la legislazione più completa sugli asset digitali nella storia americana potrà avanzare verso la votazione in aula o se tornerà al punto di partenza delle trattative. Ciò che accade nei giorni precedenti al voto è altrettanto significativo quanto il voto stesso.
Eleanor Terret, conduttrice di Crypto America, ha riportato uno sviluppo che rivela l'intensità della battaglia di lobbying in corso a Washington. Da venerdì scorso, i membri dell'American Bankers Association hanno inviato oltre 8.000 lettere agli uffici del Senato, esortando i legislatori a correggere il compromesso sul rendimento delle stablecoin presente nell'attuale bozza del disegno di legge. L'azione è mirata e coordinata: Terret ha osservato su X che la campagna non prevede un'azione telefonica separata, il che significa che il solo volume di lettere rappresenta l'attuale strategia di pressione del settore bancario.
L'obiettivo di tale pressione è specifico. Le disposizioni del CLARITY Act relative ai rendimenti delle stablecoin limiterebbero l'offerta di prodotti di rendimento simili ai depositi da parte di emittenti, exchange, custodi e fornitori di wallet, ovvero il modello "guadagna dal 3% al 5% semplicemente detenendo USDC" che ha attratto milioni di utenti verso i prodotti stablecoin. Le banche, che trarrebbero un vantaggio strutturale da tali restrizioni, stanno esercitando pressioni affinché la formulazione definitiva rimanga in vigore.
Il voto di giovedì rivelerà se 8.000 lettere sono state sufficienti.
Gli emendamenti che definiranno il voto di giovedì e il prossimo decennio del settore.
Le manovre preliminari hanno prodotto una serie di emendamenti che rivelano esattamente dove si trovano le linee di faglia. Il giornalista politico e finanziario Brendan Pedersen riferisce che i senatori Reed del Rhode Island e Smith del Minnesota hanno presentato un emendamento che imporrà una scelta diretta tra il settore delle criptovalute e quello bancario, in particolare incorporando le modifiche preferite dalle banche alle restrizioni sui rendimenti delle stablecoin. Le 8.000 lettere dei membri dell'American Bankers Association sembrano aver trovato una forma legislativa.
Eleanor Terret ha individuato ulteriori emendamenti che ampliano considerevolmente il campo di battaglia. Un emendamento proposto da Reed vieterebbe l'utilizzo delle criptovalute come mezzo di pagamento legale, anche per le imposte. Questa disposizione rappresenta una risposta decisa a un disegno di legge presentato lo scorso anno dal deputato Davidson, che avrebbe consentito l'utilizzo di Bitcoin proprio per tale scopo.
La serie di emendamenti più aggressiva proviene dalla senatrice Warren, che ha presentato oltre 40 proposte in vista della discussione di giovedì. La più rilevante impedirebbe alla Federal Reserve di aprire conti correnti principali per le società di criptovalute, una restrizione che di fatto chiuderebbe uno dei principali canali attraverso cui le aziende del settore possono accedere direttamente al sistema bancario statunitense.
La sessione di giovedì dedicata alla discussione del testo non si limiterà più a una semplice votazione sul CLARITY Act nella sua forma attuale. Si tratterà di una vera e propria negoziazione tra visioni contrastanti sul ruolo che le criptovalute potranno svolgere nella vita finanziaria americana, con emendamenti pensati per tracciare confini che, una volta definiti, saranno estremamente difficili da ridefinire.
Il mercato delle criptovalute recupera 2,6 trilioni di dollari grazie al rafforzamento della struttura di ripresa.
La capitalizzazione totale del mercato delle criptovalute si aggira intorno ai 2.680 miliardi di dollari, dopo una netta ripresa dai minimi di febbraio che avevano brevemente spinto il mercato vicino alla soglia dei 2.200 miliardi di dollari. Il grafico mostra che il mercato delle criptovalute nel suo complesso si è stabilizzato considerevolmente nelle ultime settimane, con gli acquirenti che sono riusciti a riconquistare diversi livelli tecnici importanti che ora definiscono l'attuale struttura di ripresa.

Uno degli sviluppi più importanti è la capacità del mercato di tornare al di sopra della media mobile a 200 settimane, attualmente in prossimità della soglia dei 2.550 miliardi di dollari. Storicamente, questo livello ha agito come un importante indicatore di tendenza a lungo termine, separando le fasi di espansione da quelle di correzione più profonde. Il mantenimento al di sopra di tale livello suggerisce che la struttura generale del mercato si sta allontanando dalle condizioni di capitolazione e sta tornando verso una fase di accumulazione.
Allo stesso tempo, il mercato rimane al di sotto della media mobile a 50 settimane, in calo, intorno ai 3.000 miliardi di dollari, e della media mobile a 100 settimane, intorno ai 3.200 miliardi di dollari. Questi livelli continuano a rappresentare importanti zone di resistenza che gli acquirenti devono ancora superare prima di poter confermare una più ampia continuazione del trend rialzista.
Rispetto all'attività dettata dal panico osservata durante il crollo di febbraio, anche i volumi di scambio sono diminuiti significativamente. Tale riduzione suggerisce che le vendite forzate si sono in gran parte attenuate, ma indica anche che i consistenti afflussi di capitali non sono ancora tornati alla normalità.
Immagine in evidenza da ChatGPT, grafico da TradingView.com