Tether sospende gli acquisti di Bitcoin: il più grande acquirente di oro al mondo nel terzo trimestre con oltre 120 tonnellate di riserve

Tether, l'emittente della stablecoin più utilizzata al mondo, USDT, si è evoluta nel corso degli anni fino a diventare una delle aziende più redditizie e resilienti nel settore delle criptovalute.

Sotto la guida del CEO Paolo Ardoino, Tether ha ampliato la sua attenzione oltre le risorse digitali, diventando un attore importante nel mercato delle materie prime, in particolare con ingenti riserve auree.

L'ambizione d'oro di Tether

Recenti resoconti del Financial Times rivelano che Tether ha sconvolto i mercati dell'oro quest'anno, diventando il maggiore detentore del metallo prezioso al di fuori delle banche centrali.

Secondo l'analisi di Bryce Elder, le scorte dell'azienda di criptovalute sono paragonabili a quelle di banche centrali più piccole, come quelle di Corea, Ungheria e Grecia. Nell'ultimo trimestre, le acquisizioni di oro dell'azienda hanno rappresentato quasi il 2% della domanda totale di oro, pari a quasi il 12% degli acquisti delle banche centrali.

Le fonti indicano che gli investimenti di Tether in oro riflettono la convinzione, diffusa tra i suoi addetti ai lavori, che la merce funga da "migliore riserva di valore" e da "migliore copertura contro l'inflazione" rispetto alle valute digitali.

Sebbene Tether detenga partecipazioni significative in Bitcoin, il suo investimento in oro ha superato la sua esposizione alla principale criptovaluta. Nel corso dell'anno, Tether ha acquistato 26 tonnellate di oro, portando la sua riserva totale a oltre 116 tonnellate.

Tuttavia, le ambizioni di Tether nel settore dell'oro vanno oltre il semplice accumulo: l'azienda sta attivamente perseguendo accordi relativi alle società di royalty sull'oro, che finanziano le operazioni minerarie in cambio di una percentuale dei ricavi futuri.

Piani per dominare il settore delle royalty sull'oro

A giugno, Tether Investments, responsabile della gestione degli utili dell'azienda, ha acquisito una quota di minoranza di Elemental Altus, quotata a Toronto, per 105 milioni di dollari. Ulteriori 100 milioni di dollari sono stati investiti a settembre, in concomitanza con la fusione di Elemental con la rivale EMX, portando Tether a detenere una partecipazione di controllo nella società.

Gli addetti ai lavori suggeriscono che il gigante delle criptovalute abbia piani più ampi, con l'obiettivo di consolidare le società di royalty sull'oro a piccola e media capitalizzazione per rafforzare la propria posizione sul mercato. "Il loro obiettivo è continuare a consolidare il settore delle royalty sull'oro a piccola e media capitalizzazione", ha affermato una fonte vicina alla strategia di Tether.

Tuttavia, mentre alcuni considerano questo approccio intelligente, altri sono scettici, con un dirigente del settore delle materie prime che ha definito Tether "l'azienda più strana con cui abbia mai avuto a che fare".

Le royalties sull'oro offrono all'azienda un vantaggio unico rispetto ai lingotti tradizionali: forniscono un'esposizione fissa all'oro, proteggendo l'emittente della stablecoin dalle fluttuazioni del prezzo dell'oro. Tuttavia, nel contesto di queste iniziative, Tether ha dovuto affrontare un'attenta analisi finanziaria.

Mercoledì NewsBTC ha riferito che S&P Global ha declassato gli asset di Tether al rating più basso, "debole", citando preoccupazioni per la crescente esposizione dell'azienda ad asset di riserva ad alto rischio, che potrebbero minare le garanzie a supporto della sua stablecoin durante una crisi finanziaria.

Secondo una nota di ricerca di S&P Global, questo declassamento faceva parte di un nuovo sistema di valutazione introdotto nel 2023, che classifica le stablecoin su una scala da 1 a 5 in base al rischio.

La stablecoin USDT dell'azienda ha ricevuto un rating di "5 (debole)", in calo rispetto al precedente punteggio di "4 (limitato)". Gli analisti hanno espresso preoccupazione per la limitata trasparenza di Tether in merito all'affidabilità creditizia dei suoi depositari e delle sue controparti.

In risposta al declassamento, l'amministratore delegato dell'azienda, Paolo Ardoino, si è rivolto alla piattaforma social X (ex Twitter) per esprimere le sue preoccupazioni, affermando: "Portiamo con orgoglio il vostro disprezzo".

Ha sostenuto che le metodologie tradizionali di rating del credito utilizzate da agenzie come S&P derivano da "sistemi obsoleti che si sono dimostrati inaffidabili", il che ha portato a un rinnovato controllo normativo di questi modelli obsoleti.

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Immagine in evidenza da DALL-E, grafico da TradingView.com

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