Nella settimana terminata l'11 maggio, i prodotti di investimento globali in criptovalute hanno registrato afflussi netti per 857,9 milioni di dollari, con Bitcoin che ha rappresentato una parte consistente dell'aumento. Questo dato segna la sesta settimana consecutiva di flussi positivi e il totale settimanale più elevato dal 24 aprile, secondo l'ultimo rapporto Digital Asset Fund Flows di CoinShares: una serie di risultati che gli analisti interpretano sempre più come un riassetto strutturale della domanda istituzionale piuttosto che come un rimbalzo temporaneo.
Secondo i dati di CoinShares, la cifra settimanale rappresenta un aumento di oltre sette volte rispetto ai 117,8 milioni di dollari della settimana precedente, sottolineando il netto cambiamento di sentiment con il Bitcoin che ha superato nuovamente la soglia degli 80.000 dollari. Grazie a questi afflussi, il patrimonio totale gestito nei prodotti di investimento in asset digitali è salito a 160 miliardi di dollari, stando a quanto riportato.
Bitcoin è in testa, ma l'ampiezza del divario è notevole.
I prodotti Bitcoin hanno conquistato la quota dominante dei flussi della scorsa settimana, attirando 706,1 milioni di dollari e portando gli afflussi da inizio anno a 4,9 miliardi di dollari, secondo CoinShares. Il cambio di tendenza si è esteso ben oltre Bitcoin. I prodotti Ethereum hanno registrato afflussi per 77,1 milioni di dollari, invertendo il deflusso di 81,6 milioni di dollari della settimana precedente. Solana ha attratto 47,6 milioni di dollari. I prodotti XRP hanno attratto 39,6 milioni di dollari.

L'ampiezza dei flussi positivi sui principali asset segnala un miglioramento più generale della propensione al rischio degli investitori istituzionali, piuttosto che un posizionamento specifico su Bitcoin, secondo l'analisi geografica e per asset del report. I prodotti short su Bitcoin, ovvero gli strumenti utilizzati per scommettere contro l'asset, hanno registrato il maggiore deflusso del 2026, secondo CoinShares, un segnale che il posizionamento ribassista degli investitori istituzionali si sta riducendo parallelamente all'ondata di afflussi.
Gli Stati Uniti hanno guidato la classifica, ma l'Europa ha tenuto duro.
Dal punto di vista geografico, gli Stati Uniti hanno dominato con afflussi pari a 776,6 milioni di dollari, in netta ripresa rispetto ai 47,5 milioni di dollari della settimana precedente, secondo CoinShares. Seguono la Germania con 50,6 milioni di dollari, la Svizzera con 21,1 milioni di dollari e i Paesi Bassi con 5 milioni di dollari: una distribuzione che, secondo un'analisi di TradingNews, indica una partecipazione istituzionale europea stabile, nonostante l'evoluzione normativa di Washington sia emersa come il principale fattore trainante del sentiment di mercato.

Il desk dei derivati di Laser Digital ha attribuito il superamento degli 80.000 dollari da parte del Bitcoin alla combinazione di afflussi negli ETF, acquisti previsti da parte di società di gestione patrimoniale di asset digitali e crescente ottimismo riguardo a un compromesso sul CLARITY Act relativo alle stablecoin, come riportato da Bloomingbit citando commenti di mercato della settimana.
Sei settimane consecutive di afflussi positivi nei prodotti di investimento in criptovalute segnano un punto di svolta nel profilo della domanda istituzionale di questo settore emergente. Che questa tendenza si estenda a una rivalutazione duratura delle criptovalute come asset class istituzionale, o che si affievolisca con il riemergere dell'incertezza macroeconomica, la cifra settimanale di 857,9 milioni di dollari è tale da rendere sempre più difficile per gli investitori tradizionali, ancora in disparte, giustificare la propria permanenza in questo mercato.
Immagine di copertina da Grok, grafico BTCUSD da Tradingview