Le donazioni in criptovalute sono considerate “pericolose”? La commissione di sicurezza del Regno Unito sollecita un divieto immediato.

Il National Security Panel del Regno Unito ha definito le donazioni effettuate con criptovalute come un "rischio inutile e inaccettabilmente elevato" e ha chiesto al governo un divieto immediato.

Rischio crittografico troppo elevato

Il Comitato congiunto sulla strategia di sicurezza nazionale ha chiesto oggi una moratoria sulle donazioni politiche in criptovalute (un divieto temporaneo ufficiale), unitamente a nuove norme di verifica dei donatori, per contrastare la finanza illecita e le interferenze straniere nella politica del Regno Unito. L'ultimo rapporto del Comitato congiunto avverte che le donazioni in criptovalute ai partiti politici britannici rappresentano un canale ad alto rischio per il denaro illecito e straniero. Le donazioni in criptovalute costituiscono un "rischio inutile e inaccettabilmente elevato per l'integrità del sistema di finanziamento politico", si legge nel rapporto.

Secondo una commissione interpartitica, il governo deve vietare immediatamente le donazioni politiche effettuate tramite criptovalute, in attesa che vengano elaborate norme precise, al fine di proteggere la politica britannica dalla finanza illecita.

Questa decisione fa seguito a una lettera inviata il 24 febbraio dal presidente della commissione della Camera dei Comuni, Matt Western, al Segretario per l'edilizia abitativa Steve Reed, in cui si esortava il governo ad agire prima delle prossime elezioni generali, avvertendo che stati ostili potrebbero sfruttare i flussi opachi di criptovalute, come riportato da Bitcoinist.

All'interno del rapporto di allerta

Le principali preoccupazioni espresse dalla commissione parlamentare riguardano i portafogli pseudonimi, i sistemi di "mixing" e i processori di pagamento con sede all'estero, che rendono difficile verificare chi finanzia realmente i partiti del Regno Unito, creando una "lacuna enorme" nelle difese della sicurezza nazionale. Per affrontare questo problema, la commissione chiede controlli più rigorosi sull'identità dei donatori e sulla provenienza dei fondi, oltre a una chiara supervisione da parte di un'unica agenzia per il controllo del finanziamento politico, al fine di evitare l'attuale frammentazione tra molteplici enti.

La responsabilità del controllo dei rischi di influenza straniera nel finanziamento della politica è dispersa tra diversi servizi, tra cui la Commissione elettorale, la Polizia metropolitana, la Polizia antiterrorismo, l'MI5, la National Crime Agency e altri servizi di polizia. Il Comitato sostiene che la responsabilità e la governance siano "inadeguate" e osserva che una struttura più chiara con un unico responsabile nazionale contribuirebbe a migliorare la scarsa fiducia del pubblico nell'applicazione delle norme.

Cosa succede dopo?

Secondo le specifiche condizioni proposte per eventuali future donazioni di asset digitali dopo la moratoria, i partiti sarebbero autorizzati ad accettare solo criptovalute che transitano attraverso piattaforme completamente registrate presso la FCA, escludendo di fatto gli exchange offshore e i portali personalizzati attualmente utilizzati per convogliare fondi verso Westminster. Qualsiasi criptovaluta che sia passata attraverso mixer o tumbler sarebbe categoricamente vietata e, in aggiunta a ciò, i partiti dovrebbero convertire i token donati in sterline entro circa 48 ore, limitando drasticamente il tempo in cui i fondi rimangono sulla blockchain e facilitando così alle autorità di regolamentazione e di controllo la verifica di chi stia effettivamente finanziando la politica britannica.

Il Regno Unito sta cercando di posizionarsi come un "hub globale" per gli asset digitali nel trading e nella custodia, anche se il suo apparato di sicurezza nazionale si muove in modo aggressivo per regolamentare le criptovalute.

Il comitato inquadra la questione come un problema di sicurezza nazionale e di lotta alla corruzione, non come un attacco indiscriminato ai mercati delle criptovalute, ma la narrazione politica alimenta comunque un più ampio tema di repressione che gli investitori non possono ignorare. Sebbene il trading spot di criptovalute nel Regno Unito non subisca ripercussioni nel breve termine, i titoli di giornale su "denaro illecito" e "interferenze straniere" possono smorzare la propensione al rischio, pesare sui token politicamente esposti e aggiungere un ulteriore livello di complessità normativa per qualsiasi piattaforma di scambio o sistema di pagamento che opera nel Regno Unito.

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Immagine di copertina da Perplexity, grafico BTCUSD da Tradingview

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