Ecco il destino del Bitcoin se la situazione nello Stretto di Hormuz rimarrà instabile: dettagli.

Nelle ultime settimane il mercato del Bitcoin ha registrato un significativo calo dei prezzi. Dopo una serie di intense correzioni che hanno spinto i prezzi a un minimo locale di 60.000 dollari all'inizio di febbraio, la principale criptovaluta viene attualmente scambiata intorno ai 71.000 dollari, con un guadagno del 7,19% nell'ultimo mese.

Nel frattempo, i mercati globali sono stati duramente scossi dall'intensificarsi delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, dopo che Stati Uniti e Israele hanno lanciato un attacco coordinato contro l'Iran. Tra le numerose misure di rappresaglia, la Repubblica islamica dell'Iran ha avviato la chiusura dello Stretto di Hormuz, un'importante rotta commerciale che controlla il transito del 20% delle forniture mondiali di petrolio.

Il blocco dello Stretto di Hormuz minaccia la stabilità economica globale

In un post QuickTake su CryptoQuant, la pagina di formazione e analisi XWIN Research Japan condivide approfondimenti chiave sugli effetti di una potenziale e prolungata interruzione dello Stretto di Hormuz su Bitcoin e sul mercato in generale. Data la mancanza di alternative altrettanto efficaci, l'opposizione dell'Iran al commercio attraverso lo Stretto di Hormuz minaccia di provocare uno shock nell'approvvigionamento energetico globale. Se l'attuale calo delle attività di trasporto marittimo dovesse persistere e i prezzi del petrolio e del gas continuassero a salire, è prevedibile un corrispondente aumento dell'inflazione, considerando l'importanza dei prodotti petroliferi nelle attività quotidiane.

Per quanto riguarda gli effetti sui mercati finanziari, le banche centrali in genere rispondono a queste condizioni con una politica monetaria restrittiva, aumentando i tassi di interesse nel tentativo di rallentare l'attività economica. In tali contesti, è probabile che gli investitori spostino capitali verso valute fiat, ad esempio il dollaro statunitense, per sfruttare i tassi di interesse e compensare le potenziali svalutazioni dovute all'inflazione. Allo stesso tempo, si registra anche una significativa riduzione dell'esposizione ad attività volatili.

Il destino del Bitcoin tra i problemi di approvvigionamento petrolifero

Secondo XWIN Research Japan, il comportamento degli investitori nei confronti del Bitcoin durante eventi di tensione geopolitica ha dimostrato che essi considerano la criptovaluta più come un asset rischioso che come un bene rifugio. Pertanto, è probabile che il mercato del BTC subisca ingenti deflussi di capitali se lo Stretto di Hormuz dovesse rimanere chiuso. Tuttavia, questa sarebbe solo una reazione iniziale, poiché si prevede che la stabilità del mercato si ristabilisca in seguito.

Pertanto, l'impatto dell'interruzione del corridoio sarà determinato più dalla reazione dell'ecosistema finanziario che dallo shock energetico in sé. I fattori chiave in questa situazione includono il livello di liquidità globale, le risposte politiche e la leva finanziaria generale del mercato.

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È inoltre importante che investitori e trader monitorino i principali indicatori derivati ​​come l'Open Interest (OI) e i tassi di finanziamento, poiché entrambi forniscono informazioni fondamentali sulle condizioni di mercato. Ad esempio, un Open Interest elevato combinato con tassi di finanziamento estremi segnalerebbe un sovraffollamento del mercato, che rappresenta una struttura di mercato rischiosa in caso di un potenziale shock. Al momento della stesura di questo articolo, Bitcoin è scambiato a $71.639.

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