Il capo di Coinbase ha pubblicamente accusato le grandi banche di aver cercato di soffocare parti di una legge volta a chiarire le regole per le stablecoin e altri prodotti crittografici. Brian Armstrong ha affermato che le banche stavano spingendo per termini che avrebbero reso la legge meno utile per le aziende crypto, un'accusa che si è trasformata in una disputa politica che ora coinvolge la Casa Bianca.
Scontro tra banche e aziende di criptovalute
I commenti pubblici del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di questa settimana si sono introdotti in questa disputa. Ha usato i suoi social per lamentarsi del fatto che gli interessi bancari stessero cercando di "uccidere" il GENIUS Act e ha avvertito che limiti troppo severi potrebbero spingere le aziende crypto all'estero. Secondo quanto riportato da Bloomberg , la controversia verte sulle cosiddette regole di rendimento, ovvero se i detentori di stablecoin debbano essere autorizzati a guadagnare interessi e, in tal caso, come verrebbero coinvolte le banche.
— Rapid Response 47 (@RapidResponse47) 3 marzo 2026
Secondo alcune fonti, lo stallo dei negoziati è dovuto a un aumento di prezzo del Senato che non è stato portato avanti. Il presidente della Commissione Bancaria del Senato ha sospeso le trattative dopo le resistenze del settore e le complesse trattative su chi dovesse ottenere il controllo normativo. Questo ritardo ha creato lo spazio per messaggi incisivi da entrambe le parti: i leader del settore delle criptovalute hanno messo in guardia dalla perdita di competitività e le banche hanno insistito per ottenere protezioni che, a loro dire, sono necessarie per limitare i rischi.
Respingimento e posta in gioco dell'industria
Il botta e risposta si è intensificato dopo le dichiarazioni del CEO dell'exchange. Coinbase non ha ritrattato l'affermazione secondo cui le banche stanno cercando di modellare le regole a proprio vantaggio. I rapporti indicano che altre società di criptovalute hanno espresso reclami simili in privato. Le banche, da parte loro, sostengono di volere una forte supervisione e limiti alle modalità con cui le società di asset digitali possono operare all'interno del sistema finanziario.
I funzionari hanno affermato che il punto cruciale è la custodia e il rendimento: se le società non bancarie possano offrire rendimenti simili a quelli dei depositi o se tale attività debba rimanere all'interno delle banche regolamentate a livello federale. È stato difficile trovare risposte brevi e chiare. I negoziatori stanno districandosi tra il linguaggio tecnico che determinerà dove si colloca il rischio e chi deve far rispettare le regole. Questo linguaggio è importante sia per le startup che per le grandi aziende.
Verità sociale e pressione pubblica
Trump ha amplificato la questione sul suo programma, attirando l'attenzione del pubblico e trasformando una disputa politica in una battaglia politica più ampia. I post su Truth Social hanno inquadrato le banche come ostruzioniste e i legislatori di entrambi gli schieramenti hanno ripreso il dibattito in telefonate e interviste. I rapporti sottolineano che la retorica sta rendendo più difficile per i negoziatori modificare silenziosamente il linguaggio senza un controllo.
Bitcoin e altre aziende crypto hanno avvertito che regole poco chiare o onerose spingerebbero talenti e capitali verso altre giurisdizioni. I funzionari dei team negoziali non hanno ancora pubblicato un calendario per le azioni da intraprendere. I dati mostrano che la certezza normativa può influenzare la scelta delle aziende di insediare le proprie attività chiave, e questo fattore sembra ora centrale nella contrattazione.
Immagine in evidenza da Holmatro , grafico da TradingView