La sua decisione ha fatto seguito all'approvazione da parte del parlamento di piani per rimuovere le limitazioni agli investimenti diretti esteri nel settore assicurativo e per consentire alle imprese private di accedere al settore dell'energia nucleare. Inoltre, secondo quanto riportato, il governo aveva precedentemente reso note diverse modifiche al sistema dei dazi doganali del Paese.
Le riforme economiche di Modi suscitano dibattiti tra i cittadini
Il governo di Modi ha recentemente implementato diverse misure per il Paese. Tra queste, l'allentamento del complesso sistema fiscale su beni e servizi. Il governo ha anche introdotto nuove normative sul lavoro. In questo particolare momento, la banca centrale ha incoraggiato le banche con sede in India a espandere le proprie attività erogando finanziamenti per promuovere fusioni e acquisizioni.
Baijayant Panda, vicepresidente nazionale e portavoce del Bharatiya Janata Party (BJP), partito politico guidato da Narendra Modi, ha deciso di commentare l'argomento in discussione. Ha riconosciuto che Modi promuove spesso riforme cruciali in momenti cruciali, quando il momento è perfetto. Pertanto, ha sostenuto che questo è uno di quei momenti chiave.
D'altro canto, gli analisti hanno condotto ricerche e hanno scoperto che l'economia indiana ha mostrato un solido trend di crescita, con un aumento annuo del PIL di oltre l'8% nell'ultimo trimestre. Ciononostante, Modi ha sottolineato che il Paese sta affrontando alcune sfide, come le politiche tariffarie del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ammontano al 50%.
Per affrontare questo problema, il Primo Ministro ha annunciato che avrebbe attuato misure per attrarre l'interesse degli investitori internazionali in India. In particolare, il Paese si sta affermando come uno dei principali concorrenti della Cina nel settore manifatturiero.
La dichiarazione di Modi ha scatenato un dibattito tra i cittadini. Rahul Verma, ricercatore presso il Centre for Policy Research di Nuova Delhi, ha cercato di spiegare la situazione, affermando che "Diversi fattori hanno creato un ambiente favorevole affinché il governo potesse portare avanti alcune riforme economiche che erano state sospese".
Rapporti provenienti da fonti attendibili indicano inoltre che investitori ed economisti hanno costantemente esortato Nuova Delhi a ridurre gli ostacoli burocratici, ad allentare le leggi sul lavoro e a semplificare tasse e regolamenti per incoraggiare gli investimenti e promuovere la crescita del Paese.
Gopal Nadadur, vicepresidente senior di The Asia Group, ha concordato con questa argomentazione. Ha affermato che le riforme fiscali e del lavoro, nonché la decisione di semplificare la regolamentazione per tutti, potrebbero ridurre gli oneri e le complessità complessive a cui devono far fronte aziende e investitori.
Nel frattempo, fonti attendibili hanno evidenziato che la revisione della GST, la cui finalizzazione ha richiesto molto tempo, ha ridotto il numero di aliquote fiscali da quattro a due, nel tentativo di semplificare la politica dei prezzi in India e di aumentare la spesa dei consumatori.
La riforma del codice del lavoro in India incontra opposizione
Nel 2020, l'India ha introdotto riforme al codice del lavoro. Tuttavia, la riforma non è ancora stata attuata a causa della disapprovazione di sindacati e partiti politici. L'obiettivo della riforma era quello di integrare il principale settore informale nell'economia formale, eliminare gli oneri di conformità per alcune piccole imprese e ampliare la copertura previdenziale.
Pratik Gupta, amministratore delegato di Kotak Institutional Equities, ha affermato: "In futuro, l'India dovrà concentrarsi maggiormente su quello che chiamo 'stimolo alla governance', ovvero semplificare le attività imprenditoriali. È un aspetto su cui il governo ha iniziato a lavorare negli ultimi mesi".
È interessante notare che la ripresa economica dell'India ha anche sostenuto gli obiettivi di Modi, che mirano a trasformare il Paese in un'economia sviluppata entro il 2047. Con questo piano in atto, l'India celebrerà un secolo dal conseguimento dell'indipendenza.
Gli analisti hanno dichiarato che una volta che Modi riuscirà a mettere in atto i suoi piani, si assicurerà una posizione tra i più importanti riformatori dell'India dai tempi di PV Narasimha Rao, ampiamente riconosciuto come il "padre delle riforme economiche dell'India", che ha aperto con successo l'economia agli investitori globali.
Nel 1991 riuscì anche a eliminare il complicato sistema denominato “Licence Raj”, allentando il controllo governativo sulle industrie.
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