Tether ha dato ai potenziali investitori una scadenza improrogabile: impegnarsi entro 14 giorni o perdere completamente il proprio posto.
Il più grande emittente di stablecoin al mondo sta portando avanti un round di finanziamento che valuterebbe la società 500 miliardi di dollari, una cifra che la collocherebbe al di sopra di alcuni dei più grandi nomi del settore bancario americano.
Una valutazione che eclissa il proprio prodotto
Questa cifra è sorprendente se confrontata con l'effettiva capitalizzazione di mercato della stablecoin Tether, che attualmente si aggira intorno ai 184 miliardi di dollari. Il divario tra le due cifre riflette ciò che Tether chiede agli investitori di credere: che il futuro dell'azienda valga molto di più del suo presente.
Secondo alcune indiscrezioni , la società avrebbe ambizioni che vanno ben oltre l'emissione di USDT e che la sua strategia più ampia sarebbe già parte integrante della valutazione.
Con una valutazione di 500 miliardi di dollari, Tether varrebbe più di JPMorgan, Goldman Sachs, Bank of America e Wells Fargo. Un paragone del genere attira l'attenzione, ma solleva anche interrogativi a cui una scadenza di due settimane lascia poco tempo per rispondere.
L' ultimatum è semplice: se un numero sufficiente di investitori aderisce, l'accordo andrà avanti. In caso contrario, Tether potrebbe accantonare nuovamente il tentativo di raccolta fondi.
Questo round per poco non si è svolto.
Non è la prima volta che l'azienda tenta una raccolta di capitali di rilievo. Un precedente tentativo è fallito prima ancora di decollare. Le prime discussioni avrebbero ipotizzato una raccolta fondi tra i 15 e i 20 miliardi di dollari, cifre che l'azienda ha poi ridimensionato, definendole possibilità massime piuttosto che obiettivi definitivi.
Entro febbraio 2026, secondo quanto riportato, i consulenti avevano ridotto l'obiettivo a circa 5 miliardi di dollari. Le preoccupazioni sulla trasparenza e il prezzo di 500 miliardi di dollari avevano raffreddato l'interesse di alcuni investitori.
L'amministratore delegato Paolo Ardoino respinse all'epoca tale interpretazione, affermando che la domanda da parte degli investitori rimaneva forte e che non vi era alcuna pressione per affrettare i tempi.
Ora che la scadenza è stata fissata, la pressione è altissima.
La spinta verso la trasparenza arriva in un contesto di crescente concorrenza.
Una mossa compiuta da Tether prima di questo round di finanziamento potrebbe avere un peso maggiore della scadenza stessa. L'azienda ha infatti recentemente incaricato una delle quattro principali società di revisione contabile di condurre il suo primo audit completo.
Stando alle indiscrezioni, potrebbe trattarsi di una delle più grandi verifiche contabili mai effettuate nel settore finanziario: un passo significativo per un'azienda che da tempo è sotto esame per la gestione delle proprie riserve.
La tempistica non è casuale. Affidare l'incarico a una società di revisione di primaria importanza poco prima di un'importante raccolta fondi invia un messaggio ai potenziali investitori sulla direzione che l'azienda intende intraprendere in termini di trasparenza.
Nel frattempo, la concorrenza nel settore delle stablecoin è in aumento. PayPal, Circle e una serie di società finanziarie tradizionali stanno ampliando i propri sforzi in questo campo.
USDC, gestito da Circle, ha una capitalizzazione di mercato di circa 32 miliardi di dollari, ben al di sotto dei 184 miliardi di USDT, ma in calo. Il dominio di Tether è reale, ma non è più incontrastato.
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