L’S&P 500 sale ai massimi storici e supera quota 6.000 per la seconda volta in assoluto

L'indice S&P 500 ha infranto nuovamente i record, chiudendo sopra quota 6.000 solo per la seconda volta nella sua storia. La sessione di martedì ha visto l'indice raggiungere massimi sia intraday che di chiusura, alimentato dallo slancio del mercato e da un contesto economico resiliente.

Il Dow Jones Industrial Average si è unito al rally, toccando nuovi massimi. Con questo risultato, i mercati stanno scrivendo un nuovo capitolo, ma i trader non stanno ancora festeggiando a gran voce. C'è molto da fare sul calo dei dati oggi.

Mercoledì i futures di Wall Street hanno mostrato poca azione. I futures legati al Dow Jones sono saliti di 25 punti, incidendo appena, mentre i futures S&P 500 e Nasdaq-100 sono scesi rispettivamente dello 0,1% e dello 0,2%. Il movimento lento riflette una crescente cautela nelle prospettive.

I mercati si preparano ai dati sull’inflazione e alle decisioni della Fed

Gli investitori sono incollati alle prossime mosse della Federal Reserve, con la pubblicazione odierna dell'indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE) che dovrebbe fornire informazioni critiche. Previsto per le 10:00 ET, il PCE è la misura dell'inflazione preferita dalla Fed.

Gli economisti intervistati da Dow Jones prevedono un aumento del PCE core anno su anno del 2,8%, escludendo la volatilità dei prezzi alimentari ed energetici. Una cifra più alta o più bassa potrebbe suscitare speculazioni su quanto aggressiva – o cauta – sarà la Fed alla riunione di dicembre.

Questa anticipazione fa seguito alla pubblicazione, martedì, dei verbali della riunione di novembre della Fed. I funzionari hanno accennato a ulteriori tagli dei tassi, ma hanno sottolineato un approccio lento e calcolato.

Oggi sul radar non ci sono solo i dati sull’inflazione. Si prevede che i rapporti sul reddito personale e sulla spesa dei consumatori per ottobre, anch'essi in calo alle 10:00 ET, forniranno un maggiore contesto per la salute dell'economia statunitense.

Il tempismo non potrebbe essere migliore, o peggiore, data la settimana di negoziazione del Ringraziamento ridotta. I mercati chiuderanno giovedì e chiuderanno presto venerdì, il che significa che eventuali grandi sorprese nei numeri di oggi potrebbero colpire con forza esagerata a causa dei volumi di scambi leggeri.

La manifestazione è ancora in corso?

Mentre i trader si concentrano sui movimenti a breve termine, gli economisti guardano più avanti. Ritengono che le tariffe proposte dal presidente eletto Trump potrebbero pesare sulla crescita più di qualsiasi potenziale aggiustamento fiscale.

E il Tax Cuts and Jobs Act, spesso pubblicizzato come un motore dell’attività economica, potrebbe non produrre l’impatto a lungo termine che alcuni si aspettano. Se i tagli fiscali scadessero, l’economia potrebbe perdere fino all’1% in termini di crescita. Se rimanessero al loro posto, l’impatto sarebbe essenzialmente neutro: nessuna resistenza aggiuntiva, ma nemmeno alcun incremento significativo.

Nel frattempo, l’economia americana rimane forte, almeno per ora. Gli economisti prevedono che la crescita nel 2025 si aggirerà intorno al 2%, in leggero calo rispetto alla stima GDPNow della Fed di Atlanta del 2,6% per il quarto trimestre.

Ma con le tariffe in bilico, le previsioni per il 2025 potrebbero cambiare radicalmente a seconda di quanto l’agenda commerciale di Trump verrà realizzata.

Mentre Wall Street batteva i record, i mercati delle criptovalute erano in continuo mutamento. Bitcoin, che ha mantenuto comodamente sopra i 93.000 dollari, ha subito un duro colpo quando l'acquisto di BTC da 5,4 milioni di dollari da parte di MicroStrategy a 97.862 dollari per moneta è andato sott'acqua. Le azioni della società sono scese del 35%, ma il supporto all'EMA a 20 giorni ha dato speranza ai trader, con le azioni che si sono stabilizzate sopra i 350 dollari.

Nel frattempo, Ethereum è tornato a ruggire. ETH ha guadagnato oltre il 4% mentre Bitcoin è scivolato dell'1,5%, con la coppia ETH/BTC in rialzo del 13% dal minimo post-elettorale di 0,0318 a 0,0366. Ethereum ha sovraperformato il più ampio indice CoinDesk 20, che è aumentato solo dello 0,5%, mostrando un cambiamento nella preferenza degli investitori verso ETH.

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