La riforma giapponese delle criptovalute potrebbe rimodellare la struttura del mercato del Bitcoin: ecco perché.

Il mercato del Bitcoin potrebbe trovarsi di fronte a un altro evento cruciale che ne rafforzerebbe l'integrità a lungo termine. Ciò è evidenziato da una recente valutazione delle riforme della legge giapponese sugli strumenti finanziari e gli scambi (FIEA), secondo la quale un impatto significativo sul Bitcoin potrebbe non derivare da un aumento del numero di investitori, bensì dall'evoluzione della sua base di partecipanti.

Il cambiamento normativo potrebbe determinare chi saranno i partecipanti al mercato del Bitcoin.

In un post QuickTake su CryptoQuant, il gruppo di formazione XWIN Research Japan spiega perché le riforme della FIEA giapponese potrebbero spingere Bitcoin verso un ambiente di mercato più maturo e stabile. Gli esperti di mercato iniziano sottolineando la significativa presenza del Giappone nel mondo delle criptovalute, con circa 13 milioni di account esistenti che detengono asset per un valore di 5 trilioni di yen (34,4 miliardi di dollari).

Tuttavia, il portafoglio totale di asset digitali del Giappone è considerato relativamente piccolo persino rispetto alla capitalizzazione di mercato del Bitcoin, pari a 1,3-1,4 trilioni di dollari. Pertanto, il gruppo di ricerca osserva che la variabile più importante in questa dinamica non è il numero di partecipanti, ma la quantità di denaro che questi immettono nel mercato. In questo caso, l'istituto sottolinea che, con il miglioramento della regolamentazione giapponese, istituzioni, aziende e altri investitori con patrimoni elevati potrebbero entrare sempre più nel mercato, aumentando di conseguenza l'allocazione di ciascun conto.

È interessante notare che un elemento chiave di questa riforma prevede la classificazione delle criptovalute in modo più simile ai prodotti finanziari tradizionali. Ciò introdurrebbe standard più rigorosi in materia di trasparenza, divulgazione e responsabilità degli intermediari. Sebbene questo possa sembrare restrittivo, in realtà riduce anche gli ostacoli per le grandi istituzioni che necessitano di chiarezza normativa prima di entrare in nuovi mercati.

L'afflusso di capitali potrebbe essere il vero catalizzatore

XWIN Research Japan sottolinea che la maggiore opportunità risiede nel potenziale afflusso di capitali esteri. Secondo il gruppo, il totale delle attività finanziarie del Giappone è stimato intorno ai 2.100 trilioni di yen. Pertanto, se solo lo 0,1% di tale capitale venisse riallocato in Bitcoin, si potrebbero generare afflussi per circa 2 trilioni di yen (circa 13 miliardi di dollari). In confronto, un'allocazione dello 0,5% porterebbe tale cifra a circa 65 miliardi di dollari, un importo paragonabile agli afflussi registrati durante il primo anno degli ETF spot su Bitcoin negli Stati Uniti.

Bitcoin

Storicamente, afflussi di questa entità sono stati un forte motore per la criptovaluta di punta, portando spesso a rialzi di prezzo del 10-30%. Pertanto, appare evidente che l'andamento del prezzo del Bitcoin si sta spostando dalla speculazione ai flussi di capitale sostenuti. Un esempio di questo cambiamento si osserva in seguito all'adozione degli ETF.

Per il Giappone, l'impatto di questa riforma dipenderà in ultima analisi dall'introduzione di canali di investimento simili, come gli ETF e i fondi regolamentati. Al momento in cui scriviamo, il Bitcoin è scambiato a circa 72.861 dollari, in rialzo dell'1,36% rispetto a ieri.

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