I crimini legati alle criptovalute raggiungono un nuovo massimo: il volume illecito aumenta del 145% su base annua

Un nuovo rapporto pubblicato mercoledì dalla società di intelligence blockchain TRM Labs mostra che il 2025 ha segnato un anno record per le attività illecite che hanno interessato l'ecosistema delle criptovalute, con volumi in forte aumento rispetto all'anno precedente.

Secondo i risultati, gli afflussi da entità illecite nel settore delle criptovalute sono aumentati di circa il 145% su base annua, evidenziando una ripresa notevole dopo diversi anni di declino.

Il volume dei crimini legati alle criptovalute sale a 158 miliardi di dollari

TRM Labs stima che i portafogli di criptovalute illecite abbiano ricevuto circa 158 miliardi di dollari in fondi in entrata nel 2025, rispetto ai 64,5 miliardi di dollari del 2024. Si tratta del livello più alto registrato negli ultimi cinque anni.

L'impennata è avvenuta dopo un prolungato calo degli afflussi illeciti, che erano scesi costantemente da 85,9 miliardi di dollari nel 2021 a 75,4 miliardi di dollari nel 2022 e 73,3 miliardi di dollari nel 2023, prima di raggiungere un punto più basso lo scorso anno.

Nonostante il forte aumento in termini assoluti di dollari, il rapporto rileva che le attività illecite hanno continuato a rappresentare una quota minore del mercato complessivo delle criptovalute.

In percentuale sul volume totale delle transazioni on-chain attribuite, l'attività illecita è leggermente diminuita all'1,2% nel 2025, in calo rispetto all'1,3% del 2024 e ben al di sotto del picco del 2,4% registrato nel 2023. Le entità illecite hanno ricevuto il 2,7% di tutti i flussi in entrata verso i fornitori di servizi di asset virtuali nel 2025, rispetto al 2,9% dell'anno precedente e al 6,0% del 2023.

Il rapporto evidenzia l'attività legata alle sanzioni come uno dei principali fattori trainanti dell'aumento nel 2025. I volumi legati a entità e giurisdizioni sanzionate sono aumentati notevolmente, trainati da circa 72 miliardi di dollari di afflussi associati al token A7A5. Ulteriori 39 miliardi di dollari sono stati legati al portafoglio A7.

TRM Labs ha osservato che questa attività era altamente concentrata, con la stragrande maggioranza del volume collegato alle sanzioni collegato ad attori legati alla Russia, tra cui piattaforme ed entità come Garantex, Grinex e A7.

Attività illecite rimodellate dagli attori statali

Gli sviluppi geopolitici hanno giocato un ruolo centrale nel rimodellare l'attività illecita legata alle criptovalute nel corso dell'anno. Secondo TRM Labs, gli attori statali e parastatali si sono rivolti sempre più alle criptovalute come componente fondamentale della loro infrastruttura finanziaria, anziché utilizzarle solo come strumento di ultima istanza.

Sebbene le reti collegate alla Russia siano state i principali contributori ai flussi legati alle sanzioni, il rapporto ha sottolineato un cambiamento più ampio e consequenziale: la crescente istituzionalizzazione delle criptovalute da parte di altri attori sanzionati in tutto il mondo.

La Cina continua a occupare una posizione di leadership nel panorama delle criptovalute illecite, in particolare come hub per le infrastrutture di servizi finanziari illeciti. L'analisi di TRM mostra che l'attività legata ai servizi di deposito a garanzia in lingua cinese e alle reti bancarie clandestine si è espansa in modo esponenziale.

I volumi di criptovalute rettificati associati a queste reti sono cresciuti da circa 123 milioni di dollari nel 2020 a oltre 103 miliardi di dollari nel 2025, riflettendo la loro crescente portata e influenza.

Criptovaluta

Immagine in evidenza da DALL-E, grafico da TradingView.com

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