Goldman avverte che i dazi di Trump potrebbero ridurre il PIL dell’UE

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato il Regno Unito e un gruppo di paesi dell'UE di imporre dazi del 10% nell'ambito di un più ampio sforzo per l'acquisto della Groenlandia. La minaccia tariffaria ha colpito i membri dell'UE, tra cui Danimarca e Norvegia, che si erano schierati a favore della Groenlandia. 

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di aumentare i dazi doganali sull'UE del 10%, portandoli al 25%, se i due Paesi non dovessero raggiungere una soluzione definitiva. I dazi derivano dalla posizione contrastante dell'UE sull'ossessione di Trump per la Groenlandia e sulle potenziali contromisure europee, che potrebbero avere un impatto significativo sugli scambi commerciali tra i due Paesi.

L'aumento delle tariffe soffocherà l'attività commerciale

Secondo gli analisti dell'istituto finanziario globale Goldman Sachs, l'aumento del 10% dei dazi potrebbe ridurre l'attività commerciale, causando un calo del PIL reale nei paesi interessati dallo 0,1% allo 0,2%. Gli analisti prevedono che la Germania subirà il danno maggiore, con circa lo 0,2% se si tratta di un dazio reciproco incrementale e dello 0,3% se si tratta di un'imposta generalizzata successiva all'introduzione dei dazi.

Sven Jari Stehna ha affermato che l'impatto potrebbe essere peggiore se avesse ripercussioni sui mercati finanziari. L'aumento dei dazi ha suscitato la reazione negativa dei repubblicani americani, tra cui i senatori Thom Tillis e Lisa Murkowski.

Sia Tillis che Murkowski hanno duramente criticato la proposta tariffaria finché gli Stati Uniti non avranno ottenuto il via libera all'acquisto della Groenlandia. Un recente post di Murkowski su X ha sottolineato che i dazi erano inutili e un errore, dopo che gli alleati della NATO avevano schierato forze militari sull'isola in risposta alla minaccia.

I mercati globali reagiscono alle minacce tariffarie di Trump

Le crescenti tensioni hanno surriscaldato i mercati finanziari globali, facendo scendere le azioni dell'UE e gli indici statunitensi lunedì mattina. D'altro canto, beni rifugio come oro e argento hanno registrato un rialzo, mentre asset rischiosi come Bitcoin hanno subito un forte calo.

Gli analisti ritengono che la probabilità che Trump imponga dazi aggiuntivi rimanga bassa e che l'attuale sentiment del mercato sia destinato a durare poco. Gli strateghi hanno inoltre affermato che esiste un'alta probabilità che Regno Unito e Stati Uniti avviino negoziati per trovare una soluzione diplomatica alla crisi in corso.

Tuttavia, fonti anonime suggeriscono che l'UE sia attualmente impegnata in intense discussioni per imporre dazi su beni provenienti dagli Stati Uniti per un valore di 93 miliardi di euro (108 miliardi di dollari), con misure aggiuntive oltre ai dazi. Altre persone a conoscenza della questione hanno affermato che l'Unione inizialmente perseguirà misure diplomatiche per raggiungere un consenso con gli Stati Uniti. Gli analisti di Goldman Sachs prevedono inoltre che le tensioni in corso potrebbero avere un impatto limitato sull'inflazione. Si aspettano che le banche centrali dei paesi interessati abbassino i tassi di interesse per rispondere alle prospettive del PIL.

Nel 2025, il governo degli Stati Uniti ha registrato 264 miliardi di dollari di entrate tariffarie, con un aumento del 234% rispetto al 2024. Secondo un precedente rapporto di Cryptopolitan, la media mensile della seconda metà dell'anno ha raggiunto il picco di 30 miliardi di dollari.

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