L’uso di risorse generate dall’intelligenza artificiale nei media mainstream ha scatenato una nuova ondata di controversie, con marchi importanti, tra cui il colosso dell’intrattenimento Disney, che si sono ritrovati coinvolti in accesi dibattiti sull’etica e sulle implicazioni di questa tecnologia. Fresco del tumulto per il loro ultimo poster di Loki, la Disney si trova ora a confrontarsi con una seconda debacle artistica sull'intelligenza artificiale nella stessa settimana.
Sciopero del SAG-AFTRA e presunto utilizzo di scansioni digitali da parte della Disney
Tra le continue preoccupazioni sull'intrusione di repliche digitali nell'industria dell'intrattenimento, la recente controversia sul presunto utilizzo da parte della Disney di scansioni digitali di attori di sfondo nei loro film ha inviato onde d'urto nel panorama dei media. Secondo recenti rapporti di DiscussingFilm, il prossimo film della Disney, Prom Pact, è stato criticato per aver presumibilmente incorporato le sembianze digitali di diversi attori sullo sfondo senza ottenere le autorizzazioni adeguate o fornire alcuna forma di compenso.
Una clip virale che circola su varie piattaforme di social media ha portato questo problema in primo piano, mostrando comparse dall'aspetto inquietantemente senza vita che ha acceso critiche diffuse. Gli utenti hanno sottolineato che questa pratica non solo solleva preoccupazioni etiche ma mina anche gli sforzi degli artisti autentici coinvolti nella produzione.
L'uso di questi attori sullo sfondo generati dall'intelligenza artificiale è stato condannato, con gli utenti che hanno evidenziato il contrasto tra le espressioni vuote e inquietanti delle repliche digitali e la vivacità che gli attori reali avrebbero potuto portare sulla scena. La crescente sofisticazione della tecnologia di generazione di immagini basata sull’intelligenza artificiale ha innegabilmente fatto passi da gigante, ma il filmato di Prom Pact serve a ricordare duramente che i volti sintetici faticano ancora a catturare l’autenticità e la profondità emotiva degli artisti umani.
I critici si sono inoltre chiesti se un conglomerato finanziariamente solido come la Disney non avrebbe potuto utilizzare metodi alternativi per evitare l'effetto Uncanny Valley che ha rovinato l'esperienza dello spettatore. Data la crescente prevalenza di deepfake di alta qualità, molti si chiedono perché la Disney non sia riuscita a utilizzare tecniche più sofisticate che avrebbero meglio preservato l’integrità della visione artistica senza compromettere il tocco umano genuino tanto desiderato dal pubblico.
L’incidente non solo evidenzia la natura controversa dell’integrazione dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale nel cinema tradizionale, ma sottolinea anche l’urgenza di affrontare le implicazioni morali e creative di questa tecnologia in rapido progresso. Mentre i dibattiti sul trattamento etico delle repliche digitali continuano a intensificarsi, le implicazioni più ampie di tali pratiche sul futuro dell’industria dell’intrattenimento rimangono oggetto di crescente preoccupazione e esame.