Il Wall Street Journal afferma che l’Iran ha trasferito miliardi di dollari tramite Binance: il CEO Richard Teng replica.

Il Wall Street Journal ha pubblicato il 22 maggio un articolo in cui si affermava che una rete di pagamenti clandestini collegata all'Iran avrebbe movimentato circa 850 milioni di dollari attraverso Binance, il più grande exchange di criptovalute al mondo, con attività che sarebbero continuate fino a dicembre 2025, in concomitanza con l'escalation del conflitto militare tra Stati Uniti e Iran. Il CEO di Binance, Richard Teng, ha respinto l'articolo poche ore dopo, definendolo fondamentalmente inaccurato e accusando la testata di aver omesso informazioni rilevanti.

Il report del Wall Street Journal, citando un documento interno di conformità di Binance, sostiene che la rete fosse gestita dall'uomo d'affari iraniano Babak Zanjani, che si è autodefinito un "operatore anti-sanzioni", e che avesse elaborato transazioni per circa 850 milioni di dollari in circa due anni attraverso un singolo conto sulla piattaforma. L'attività sarebbe continuata fino a dicembre 2025, un periodo in cui le tensioni tra Stati Uniti e Iran si stavano intensificando notevolmente in seguito agli attacchi militari.

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Risposta punto per punto di Teng

Richard Teng, CEO di Binance, ha risposto direttamente su X poche ore dopo la pubblicazione dell'articolo. La sua dichiarazione, pubblicata sul suo account ufficiale (@_RichardTeng), ha affrontato tre specifiche accuse. In primo luogo, ha affermato che Binance non consente transazioni con persone sanzionate sulla sua piattaforma e che le transazioni citate dal WSJ sono avvenute prima che le persone coinvolte venissero formalmente sanzionate.

In secondo luogo, ha affermato che Binance ha indagato proattivamente sulle questioni in oggetto prima che il Wall Street Journal la contattasse, e che questo fatto rilevante era stato comunicato al giornale ma non pubblicato. In terzo luogo, ha ribadito che Binance adotta una politica di tolleranza zero nei confronti delle attività illecite e gestisce quello che ha definito un programma di conformità all'avanguardia nel settore, aggiungendo che la piattaforma continua a collaborare strettamente con le forze dell'ordine statunitensi e internazionali per combattere la criminalità finanziaria.

Una controversia che si è trasformata in una battaglia legale

Il rapporto del 22 maggio non è il primo scontro tra Binance e il Wall Street Journal su questo argomento. Nel febbraio 2026, il Journal pubblicò un altro articolo su presunti trasferimenti di criptovalute per un valore di 1 miliardo di dollari collegati all'Iran, che Teng definì pubblicamente all'epoca falsi e diffamatori. Secondo diverse fonti, l'11 marzo Binance intentò una causa contro Dow Jones, l'editore del Journal, trasformando quella che era stata una disputa pubblica in un vero e proprio contenzioso legale.

Binance ha indicato i propri parametri di conformità come prova di progressi significativi compiuti dal suo storico patteggiamento del 2023 per violazioni delle norme antiriciclaggio e delle sanzioni statunitensi, che ha portato a un accordo da 4,3 miliardi di dollari con il Dipartimento di Giustizia e alla nomina di un supervisore indipendente per la conformità.

La piattaforma di scambio ha dichiarato che l'esposizione legata alle sanzioni, in percentuale sul volume totale, è diminuita del 96,8% tra gennaio 2024 e luglio 2025, e che l'esposizione diretta a quattro importanti piattaforme di scambio di criptovalute iraniane è calata del 97,3% nello stesso periodo, secondo quanto riportato in precedenza. La piattaforma ha inoltre elaborato oltre 71.000 richieste da parte delle forze dell'ordine nel 2025.

La Sottocommissione permanente per le indagini del Senato degli Stati Uniti ha inviato separatamente una lettera formale a Teng nel febbraio 2026, richiedendo documenti relativi al ruolo di Binance nel presunto riciclaggio di denaro iraniano, citando precedenti articoli del Wall Street Journal e del New York Times: una richiesta che indica come il controllo del Congresso non si sia attenuato nonostante i miglioramenti in termini di conformità da parte della piattaforma di scambio.

Questo sviluppo rappresenta un momento critico e difficile per Binance, impegnata a ricostruire la propria credibilità istituzionale dopo l'accordo raggiunto nel 2023. Se le ultime accuse del Wall Street Journal si tradurranno in nuove azioni regolamentari, in un maggiore controllo da parte del Dipartimento di Giustizia o in un'accelerazione delle indagini del Congresso, dipenderà in larga misura dai fatti sottostanti, che nessuna delle due parti ha ancora reso completamente pubblici, e da una battaglia legale che è solo all'inizio.

Immagine di copertina da Grok, grafico BTCUSD da Tradingview

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