Dopo settimane di rialzo dei prezzi, Bitcoin si mantiene al di sopra degli 80.000 dollari, superando significativamente i minimi toccati durante la fase più critica della correzione di febbraio e marzo. La ripresa è sostenuta e il prezzo è positivo, ma un report di Arab Chain ha evidenziato un cambiamento nel comportamento dei miner che aggiunge una specifica dimensione dal lato dell'offerta all'attuale scenario, non rivelabile con il solo grafico dei prezzi.
Dall'inizio di maggio, gli afflussi di Bitcoin su Binance hanno raggiunto circa 50.000 BTC, una cifra che riflette una chiara e significativa accelerazione dell'attività di mining in un breve lasso di tempo. La tempistica non è casuale. Il Bitcoin, scambiato a livelli relativamente alti sopra gli 80.000 dollari, ha creato le condizioni che i miner attendevano: una ripresa dei prezzi sufficientemente significativa da rendere appetibile la realizzazione dei profitti dopo mesi di margini ridotti e costi operativi elevati.
Questo comportamento è riconoscibile e storicamente documentato. Quando Bitcoin si riprende in modo significativo dai minimi di correzione, i miner che hanno accumulato Bitcoin durante la fase ribassista o che hanno mantenuto la produzione grazie a una redditività ridotta tendono ad aumentare i propri depositi sugli exchange man mano che il prezzo sale verso livelli in cui vendere diventa economicamente conveniente. Gli attuali afflussi di 50.000 BTC a maggio sono la prova on-chain che questa dinamica è ora attiva.
Il rapporto di Arab Chain non esamina se i minatori stiano vendendo (i dati sugli afflussi confermano che stanno spostando le monete in quella direzione), ma se la domanda che attualmente sostiene il Bitcoin al di sopra degli 80.000 dollari sia sufficientemente elevata da assorbire l'aumento di capitale.
50.000 BTC dai minatori. Bitcoin li sta assorbendo. La domanda è: per quanto tempo ancora?
Il report di Arab Chain colloca l'ondata di afflussi nel contesto che le conferisce il suo pieno peso. I depositi giornalieri dei miner su Binance hanno ripetutamente superato i 7.000-8.000 BTC nei momenti di picco durante il periodo attuale: un ritmo di offerta diretta dagli exchange che storicamente crea una pressione significativa, soprattutto quando coincide con un rallentamento dello slancio rialzista o una fase di consolidamento piuttosto che con una continuazione dell'avanzata.

L'interpretazione positiva è visibile nel prezzo stesso. Il fatto che Bitcoin si mantenga sopra gli 80.000 dollari per tutto il periodo di afflusso riflette una struttura della domanda in grado di assorbire una significativa offerta da parte dei miner senza subire crolli. Tale assorbimento non è passivo: rappresenta un acquisto attivo che soddisfa le esigenze dei miner, e il mantenimento del prezzo è la prova che gli acquisti sono stati sufficienti.
Il rischio individuato dal rapporto riguarda la durata e le condizioni concomitanti. Un periodo prolungato di afflussi elevati di Bitcoin da parte dei miner a questo ritmo non rappresenta un problema se la domanda cresce di pari passo. Il problema si pone invece se il volume degli acquisti diminuisce o se l'attività di vendita sugli exchange aumenta, mentre i miner continuano a depositare al ritmo attuale. Questa combinazione – un'offerta persistente che incontra una domanda in calo – è lo scenario specifico che crea il tipo di volatilità che Bitcoin è riuscito a evitare finora.
Attualmente il mercato si trova in una fase in cui la distinzione tra prese di profitto temporanee e l'inizio di una fase di distribuzione più ampia non è ancora visibile nel prezzo. L'analisi di Arab Chain identifica questa determinazione come la questione più importante a cui le prossime sessioni cominceranno a dare risposta.
Bitcoin mette alla prova la resistenza mentre gli acquirenti difendono le principali zone di domanda
Il Bitcoin si sta scambiando intorno agli 80.700 dollari dopo una forte ripresa dal minimo di capitolazione di febbraio, vicino ai 60.000 dollari. Il grafico mostra un mercato che è passato da una fase di vendite dettata dal panico a una fase di ripresa strutturata, con gli acquirenti che hanno difeso costantemente i minimi crescenti negli ultimi due mesi.

La caratteristica tecnica più importante del grafico è il recupero della zona compresa tra $72.000 e $74.000, evidenziata in giallo. Tale zona ha agito da importante supporto durante le prime fasi della correzione, prima di cedere a febbraio. Bitcoin si è ora ripreso al di sopra di essa e continua a utilizzarla come supporto, confermando che la precedente resistenza si è trasformata in un'importante area di domanda.
Una seconda area di supporto evidenziata, situata tra i 64.000 e i 66.000 dollari, segna la base in cui gli acquirenti hanno assorbito con forza la pressione di vendita durante la fase peggiore del calo. Il netto rifiuto da quell'area ha definito il minimo strutturale dell'attuale trend di ripresa.
Lo slancio rimane positivo finché Bitcoin si mantiene al di sopra della media mobile a 50 giorni in rialzo e continua a registrare massimi e minimi crescenti. Tuttavia, il prezzo si sta ora avvicinando alla media mobile a 200 giorni in calo, vicino alla zona degli 82.000 dollari, la stessa area che ha respinto i precedenti tentativi di rialzo all'inizio dell'anno.
I volumi si sono normalizzati significativamente rispetto al panico di febbraio, suggerendo una stabilizzazione del mercato. Un superamento confermato dell'attuale zona di resistenza sposterebbe probabilmente l'attenzione verso l'area compresa tra i 90.000 e i 92.000 dollari.
Immagine in evidenza da ChatGPT, grafico da TradingView.com