Bitcoin ha superato livelli di resistenza chiave, mentre Ethereum fatica a tenere il passo. Un report di CryptoQuant, a cura dell'analista MorenoDV, ha individuato una ragione strutturale per questa divergenza, che va oltre l'andamento dei prezzi o il sentiment di mercato. Il divario tra i due asset non è casuale. Si sta creando grazie alla categoria di partecipanti al mercato più significativa nel ciclo attuale.
Il rapporto esamina le partecipazioni dei fondi, ovvero la quantità totale di Bitcoin ed Ethereum detenuta da veicoli di investimento istituzionali, tra cui ETF, trust e fondi dedicati. Questo indicatore funge da proxy diretto per la domanda istituzionale: quando le partecipazioni dei fondi aumentano, gli istituti incrementano la propria esposizione; quando diminuiscono, la riducono.
Dall'inizio di febbraio, i dati hanno raccontato due storie molto diverse per i due maggiori asset crittografici. Le partecipazioni dei fondi in Bitcoin sono aumentate da circa 1,278 milioni di BTC a 1,370 milioni di BTC, con un accumulo netto di oltre 92.000 BTC, che rappresenta una crescita del 7,2% nell'esposizione istituzionale in un periodo in cui il mercato si stava riprendendo dai minimi. Nello stesso periodo, le partecipazioni dei fondi in Ethereum si sono mosse nella direzione opposta, diminuendo da 5,93 milioni di ETH a 5,80 milioni di ETH, con una riduzione di circa 127.000 ETH.

I due asset, lo stesso periodo di tempo, la stessa categoria di partecipanti, eppure decisioni opposte. Comprendere il motivo di tale divergenza e le sue implicazioni per entrambi gli asset in futuro è il punto di forza analitico principale del report.
Le istituzioni sono tornate. Ma non per tutto.
Il report di MorenoDV evidenzia come la relazione tra il posizionamento dei fondi e l'andamento dei prezzi sia ben più che casuale. Sia per Bitcoin che per Ethereum, la ripresa dei prezzi ha seguito da vicino l'andamento delle posizioni dei fondi: man mano che le posizioni istituzionali si stabilizzavano e iniziavano ad espandersi, i prezzi si riprendevano gradualmente dai minimi successivi al crollo. Questa sequenza suggerisce che il posizionamento istituzionale non si limita a reagire ai movimenti dei prezzi a posteriori, ma sembra partecipare attivamente a plasmare la struttura del mercato che ne determina l'andamento.

Questa osservazione rende la divergenza tra Bitcoin ed Ethereum considerevolmente più significativa. Bitcoin ha riconquistato la fiducia degli investitori istituzionali in tempi relativamente brevi: le partecipazioni dei fondi sono aumentate di 92.000 BTC mentre il prezzo si riprendeva dai minimi. Ethereum non ha registrato la stessa dinamica. Le partecipazioni dei fondi sono diminuite anche se il mercato nel suo complesso si è ripreso, riflettendo un'esitazione che si è riflessa nell'andamento dei prezzi.
La spiegazione fornita dal rapporto per tale esitazione è di natura strutturale piuttosto che speculativa. Bitcoin si è consolidato come asset di riserva macroeconomica dell'ecosistema delle criptovalute: la liquidità più elevata, l'infrastruttura ETF più sviluppata e il quadro istituzionale più chiaro per l'allocazione. Ethereum occupa una posizione diversa nella gerarchia del rischio istituzionale. Nei periodi di incertezza, i fondi hanno mostrato una costante tendenza a ridurre innanzitutto l'esposizione a ETH, mantenendo o ricostituendo le posizioni in Bitcoin in quanto allocazione relativamente più sicura.
La ripresa successiva al crollo di ottobre non rappresenta quindi un ritorno uniforme della fiducia istituzionale nel settore delle criptovalute. Si tratta piuttosto di una ripresa selettiva, con i capitali che ritornano prima di tutto verso gli asset che le istituzioni percepiscono come punti di ingresso a minor rischio, mentre gli investimenti a maggior rischio attendono una maggiore chiarezza che non è ancora del tutto giunta.
ETH/BTC rimane sotto pressione a causa della persistente debolezza della struttura
La coppia ETH/BTC si sta scambiando vicino a 0,0285, continuando a riflettere la sottoperformance strutturale di Ethereum rispetto a Bitcoin. Il grafico settimanale mostra un chiaro trend ribassista in atto dalla metà del 2022, definito da massimi e minimi costantemente decrescenti. Il recente rimbalzo dalla regione 0,019-0,020 ha rappresentato un rally di sollievo temporaneo, ma non è riuscito a rompere la struttura ribassista più ampia.

Il prezzo si sta ora consolidando al di sotto delle medie mobili a 50 e 100 settimane, entrambe in costante calo e che fungono da resistenza dinamica. Questo posizionamento rafforza l'idea che la ripresa manchi di forza. La media mobile a 200 settimane rimane significativamente più alta, vicino alla zona 0,045-0,050, evidenziando quanto la coppia sia lontana dal recuperare una struttura neutrale o rialzista.
Il rifiuto in prossimità della zona 0,035–0,038 all'inizio di quest'anno è particolarmente significativo. Tale zona definisce ora il limite superiore di qualsiasi tentativo di ripresa a medio termine. Da allora, il prezzo è sceso, formando un pattern di compressione appena al di sopra del supporto locale.
Se il livello 0,027–0,028 non viene superato, il grafico apre la strada a un ritest dei minimi del ciclo vicino a 0,020. Affinché Ethereum inverta questa tendenza, dovrebbe riconquistare con decisione il livello 0,035, cosa che la struttura attuale non permette al momento.
Immagine in evidenza da ChatGPT, grafico da TradingView.com