Il governo britannico ha annunciato mercoledì che sono state adottate misure per bloccare le donazioni politiche effettuate in criptovalute e per limitare l'importo che i cittadini britannici residenti all'estero possono donare ai partiti politici.
Le misure fanno seguito a un'indagine indipendente sull'influenza finanziaria straniera nella politica britannica e mirano a chiudere i canali che, secondo il governo, potrebbero essere utilizzati per convogliare fondi illeciti o provenienti dall'estero nelle campagne elettorali nazionali.
Donazioni in criptovalute sospese
Reuters ha riferito che il governo limiterà le donazioni dei cittadini britannici residenti all'estero a 100.000 sterline (circa 133.880 dollari) all'anno e introdurrà immediatamente una moratoria sui contributi in criptovalute fino a quando non sarà definito un quadro normativo.
I ministri hanno affermato che tali misure attuano le principali raccomandazioni della revisione indipendente, presieduta dall'ex alto funzionario Philip Rycroft, la quale ha concluso che la minaccia di interferenze finanziarie straniere è "reale, persistente e continua".
Il ministro dell'edilizia abitativa Steve Reed ha affermato che le misure mirano a "fermare gli stati stranieri ostili e altri che vogliono indebolire e sfruttare il Regno Unito alimentando divisioni e odio", descrivendo il divieto di donazioni in criptovalute come "vitale" per bloccare quella che ha definito una "via libera" per i fondi illeciti.
Questo cambio di politica rischia di colpire Reform UK, il partito populista guidato da Nigel Farage, che lo scorso anno è diventato il primo partito politico britannico ad accettare donazioni in Bitcoin (BTC).
Secondo alcune fonti, almeno due terzi dei fondi di Reform provenivano da donatori esteri, il che rende i nuovi limiti e la moratoria sulle criptovalute particolarmente significativi per il partito.
Il governo cambia le regole
Il rapporto di Rycroft avvertiva che i tentativi da parte di stati stranieri, tra cui Russia, Cina e Iran, di interferire nella politica del Regno Unito sono persistenti, e segnalava i potenziali rischi futuri derivanti da attori privati, inclusi individui in paesi alleati come gli Stati Uniti.
La revisione ha raccomandato strumenti investigativi e penali più efficaci per contrastare le interferenze: tra le proposte figurano la creazione di un centro di polizia dedicato all'indagine sulle denunce, l'abbassamento dell'onere della prova per i reati penali pertinenti e la valutazione di pene più severe per i colpevoli.
Fino ad ora, la legge britannica non imponeva limiti alle donazioni ai partiti politici, a condizione che provenissero da individui iscritti al registro elettorale del Regno Unito o da organizzazioni registrate nel Regno Unito, come i sindacati.
Il nuovo approccio del governo segna una svolta rispetto a tale quadro, limitando l'influenza finanziaria straniera e sospendendo le donazioni in criptovalute fino a quando le autorità non saranno in grado di definire un sistema di supervisione efficace.
Le autorità hanno presentato le misure come provvedimenti preventivi per proteggere l'integrità democratica, piuttosto che come interventi mirati contro un singolo partito.
Ciononostante, Reuters ha riferito che i tempi e gli effetti delle restrizioni avranno immediate conseguenze politiche , in particolare per i partiti che hanno fatto ampio affidamento su finanziamenti esteri.
Il governo ha annunciato che il limite alle donazioni da parte di cittadini espatriati e la moratoria sulle criptovalute sono entrati in vigore mercoledì, segnalando un'urgente necessità di inasprire le norme sul finanziamento della politica, mentre i legislatori valutano le raccomandazioni più ampie della revisione.
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