Il Bitcoin ha perso la soglia dei 70.000 dollari, subendo una rinnovata pressione di vendita mentre il mercato fatica a mantenere lo slancio dopo la recente fase di consolidamento. La rottura al di sotto di questa importante soglia psicologica riflette un indebolimento della struttura a breve termine, con i trader sempre più cauti a fronte di una crescente volatilità e di una domanda in calo.
Tuttavia, i dati on-chain presentano un quadro più sfumato. Secondo un report di CryptoQuant, il Miners' Position Index (MPI) di Bitcoin si attesta attualmente a -1,04, uno dei valori più bassi della sua storia. In particolare, questo dato rappresenta solo la terza volta che la media mobile a 30 giorni si avvicina alla soglia di -1, evidenziando una situazione estrema nel comportamento dei miner.
Per definizione, livelli così bassi dell'MPI indicano che i miner stanno inviando un numero di monete significativamente inferiore al solito rispetto alla loro media annuale. In termini pratici, la pressione di vendita da parte dei miner è strutturalmente bassa, il che suggerisce che i miner stiano accumulando BTC appena estratti, anticipando prezzi più alti, o entrambe le cose.
Questa dinamica viene generalmente interpretata come rialzista. Le società minerarie rappresentano una delle fonti di approvvigionamento più costanti del mercato e, quando la loro distribuzione diminuisce, viene meno un importante fattore strutturale negativo. In questo contesto, sebbene l'andamento dei prezzi rimanga sotto pressione, la riduzione delle vendite da parte delle società minerarie introduce un contrappeso che potrebbe influenzare la prossima fase del mercato.
Segnali MPI bassi, pressione ridotta, fondo non confermato
Il rapporto spiega inoltre che, storicamente, valori estremamente bassi dell'MPI (Ministero delle Miniere) tendono a emergere durante periodi di stress per le società minerarie o fasi successive alla capitolazione, spesso in concomitanza con una più ampia incertezza macroeconomica e una riduzione della redditività. Queste condizioni riflettono in genere un mercato che ha già assorbito perdite significative, dove le società minerarie riducono le vendite per necessità o in previsione di un miglioramento delle condizioni.

Tuttavia, occorre considerare un'importante sfumatura. Sebbene un MPI basso segnali chiaramente una riduzione della pressione di vendita, non indica in modo affidabile i minimi assoluti dei prezzi. I modelli storici mostrano che i minimi ciclici di Bitcoin raramente si verificano esattamente nel punto in cui l'MPI raggiunge minimi estremi. Tendono invece a formarsi quando l'MPI inizia a riprendersi, indicando una rinnovata attività e un cambiamento nelle dinamiche di mercato.
Questa distinzione è fondamentale. L'assenza di vendite da parte delle società minerarie elimina una fonte strutturale di offerta, ma non crea domanda. L'andamento dei prezzi dipende in ultima analisi da chi assorbe l'offerta disponibile, sia attraverso l'accumulo sul mercato spot, sia tramite afflussi in ETF o un rinnovato posizionamento sui derivati.
In questo contesto, un basso indice MPI da solo non è sufficiente a sostenere la tendenza al rialzo. Il valore attuale riflette un mercato con una pressione minima da parte dei produttori minerari, ma senza una chiara espansione della domanda, la continuazione della tendenza rimane incerta. Storicamente, il segnale diventa più concreto quando l'MPI inizia a salire parallelamente a un miglioramento delle condizioni di liquidità.
Bitcoin fatica a rimanere sotto i 70.000 dollari, mentre la struttura del trend ribassista persiste.
Il Bitcoin si sta attualmente scambiando intorno ai 68.000-69.000 dollari, consolidandosi dopo un brusco calo che ha spinto il prezzo al di sotto dei 70.000 dollari. Il grafico mostra una chiara perdita della struttura rialzista, con il BTC che ha formato una sequenza di massimi decrescenti dalla fine del 2025 e non è riuscito a sostenere i tentativi di recupero.

Dal punto di vista tecnico, il mercato rimane in un trend ribassista confermato. Il prezzo si mantiene al di sotto delle medie mobili a 50, 100 e 200 giorni, tutte in calo. Questo allineamento riflette una persistente pressione ribassista, con i rialzi che continuano a incontrare resistenza in prossimità di livelli dinamici.
Il recente rimbalzo dai minimi di febbraio sembra essere correttivo piuttosto che impulsivo. Bitcoin si è brevemente avvicinato alla zona dei 74.000 dollari, ma non è riuscito a mantenere i guadagni, indicando una debole spinta da parte degli acquirenti. I dati sui volumi supportano questa interpretazione, con i picchi maggiori verificatisi durante la fase di vendita, suggerendo un'attività guidata dalla capitolazione piuttosto che da una forte accumulazione.
Nel breve termine, il livello di 70.000 dollari funge ora da resistenza chiave, mentre la zona dei 65.000 dollari rappresenta un supporto immediato. Sarebbe necessario un recupero sostenuto dei 70.000 dollari per modificare la struttura a breve termine e segnalare una potenziale ripresa. Fino ad allora, il BTC rimane vulnerabile a ulteriori ribassi, in particolare se la pressione di vendita si intensifica e la domanda non riesce ad assorbire l'offerta.
Immagine in evidenza da ChatGPT, grafico da TradingView.com