Giovedì Ripple ha pubblicato i risultati di un sondaggio globale condotto su oltre 1.000 leader del settore finanziario, giungendo alla conclusione che "la rivoluzione degli asset digitali è in atto ora".
Lo studio, condotto all'inizio del 2026 e che ha coinvolto banche, gestori patrimoniali, fintech e tesorerie aziendali, rileva un forte slancio nell'adozione delle criptovalute, con stablecoin e tokenizzazione che emergono come casi d'uso principali.
Ripple rileva che le fintech stanno trainando l'utilizzo delle criptovalute
Secondo Ripple, il 72% degli intervistati ritiene che i leader del settore finanziario debbano offrire una soluzione basata su asset digitali per rimanere competitivi. Tra le applicazioni specifiche, le stablecoin hanno suscitato il maggiore interesse.
Il 74% dei partecipanti ha affermato che le stablecoin possono migliorare l'efficienza del flusso di cassa e sbloccare il capitale circolante bloccato, oltre a consentire pagamenti più rapidi: vantaggi che le aziende considerano elementi di differenziazione competitiva.
Le aziende fintech incluse nel campione si distinguono come pioniere e innovatrici. L'indagine di Ripple mostra che le fintech hanno maggiori probabilità rispetto a banche o aziende di utilizzare già asset digitali nella tesoreria e nei pagamenti, e di lanciare portafogli di criptovalute per i clienti.
In particolare, il 31% degli intervistati del settore fintech ha dichiarato di utilizzare stablecoin per riscuotere i pagamenti dai clienti e il 29% accetta pagamenti direttamente in stablecoin. Una quota comparabile si affida a custodi terzi o a fornitori di infrastrutture per la custodia degli asset.
Le aziende fintech sono inoltre più propense a sviluppare soluzioni proprietarie (il 47% preferisce lo sviluppo interno), mentre la maggior parte delle aziende (74%) prevede di collaborare con fornitori esterni per l'implementazione.
Passaggio verso asset tokenizzati e stablecoin
L'indagine mostra inoltre che l'interesse per la tokenizzazione degli asset finanziari è in aumento tra banche e gestori patrimoniali e che la maggior parte degli istituti che valutano le strategie di tokenizzazione dà priorità alle soluzioni di custodia. Tra coloro che valutano i partner per la tokenizzazione , l'89% ha classificato l'archiviazione e la custodia degli asset digitali come una priorità assoluta.
Anche i servizi di gestione e manutenzione dei token sono molto apprezzati dalle banche (82%), mentre i gestori patrimoniali pongono grande enfasi sulla distribuzione primaria (80%). Anche i servizi di consulenza sono importanti: l'85% delle banche ha indicato la consulenza sulla strutturazione pre-emissione come fondamentale, rispetto al 76% dei gestori patrimoniali.
Nella scelta dei partner, gli intervistati hanno dato priorità alla chiarezza normativa (40%), alla sicurezza e alla custodia (37%), alle capacità di conformità (30%) e alla gestione della volatilità dei prezzi (29%).
Le certificazioni di sicurezza e il supporto operativo si sono affermati come requisiti pressoché universali. Ripple riporta che il 97% dei partecipanti considera certificazioni come ISO e SOC II importanti o molto importanti.
Anche il supporto tecnico post-integrazione reattivo si posiziona molto in alto, con l'88%, rispecchiando le aspettative operative delle istituzioni. La profonda esperienza nel settore (80%) e la solidità finanziaria (79%) sono ulteriori fattori decisivi per gli acquirenti nella valutazione dei partner infrastrutturali.
L'indagine evidenzia anche una preferenza pratica tra gli istituti che valutano la possibilità di utilizzare stablecoin per pagamenti o raccolte: il 57% ha dichiarato di volere un partner che offra servizi integrati di custodia, orchestrazione e conformità, in modo che l'istituto stesso possa evitare di detenere saldi in stablecoin.
Ripple ha presentato i risultati come una prima anticipazione di un più ampio allineamento del mercato attorno agli asset digitali. "Questa anteprima del sondaggio Ripple del 2026 rivela un mercato che si muove con maggiore allineamento e intenzionalità", ha affermato l'azienda.
Mentre Bitcoin (BTC) ed Ethereum (ETH) hanno entrambi registrato cali del 3% nello stesso periodo, XRP, la criptovaluta legata a Ripple, al momento della stesura di questo articolo veniva scambiata a 1,43 dollari, mostrando un lieve ritracciamento dello 0,7% nelle ultime 24 ore.
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