Il CEO di Coinbase, Brian Armstrong, ha smentito le affermazioni secondo cui la Casa Bianca avrebbe cambiato posizione sul CLARITY Act, un disegno di legge del Senato degli Stati Uniti incentrato sulla struttura del mercato delle criptovalute, o starebbe valutando di ritirare il suo sostegno. Ha sottolineato che le discussioni sulla legge sono ancora in corso.
Inoltre, Armstrong ha smentito le voci secondo cui l'amministrazione Trump sarebbe scontenta di Coinbase.
Inuna dichiarazione per approfondire questo punto, l'amministratore delegato ha affermato: "La Casa Bianca è stata molto disponibile. Ci hanno chiesto di verificare se fosse possibile raggiungere un accordo con le banche, e lo stiamo facendo".
Eleanor Terrett espone la situazione attuale nell'ecosistema delle criptovalute
Il disaccordo tra l'exchange di criptovalute Coinbase e l'amministrazione Trump è stato reso pubblico per la prima volta da Eleanor Terrett, giornalista e co-conduttrice del podcast Crypto In America, venerdì 16 gennaio. In seguito al suo rapporto, la Casa Bianca ha minacciato di interrompere il suo sostegno al disegno di legge sulla struttura del mercato se i colloqui con l'exchange fossero rimasti congelati.
Terrett lo ha scoperto subito dopo che Coinbase ha annunciato pubblicamente di aver ritirato il suo supporto al CLARITY Act questa settimana, esprimendo preoccupazione per il fatto che la legislazione potrebbe avere un impatto negativo sul settore della finanza decentralizzata (DeFi), imporre restrizioni al trading di azioni tokenizzate e impedire ai clienti di massimizzare i rendimenti delle stablecoin.
Quando la borsa ha accolto la decisione di interrompere il sostegno al disegno di legge, Armstrong ha rilasciatouna dichiarazione in cui sottolineava: "Preferiremmo nessuna proposta di legge a una proposta di legge scadente. Speriamo di creare insieme una versione migliore". Ha fatto queste osservazioni delineando i principali rischi per il settore connessi alla bozza di legge recentemente pubblicata.
D'altro canto, fonti attendibili indicano che la Commissione Bancaria del Senato degli Stati Uniti ha deciso di rinviare la revisione prevista del disegno di legge sulla struttura del mercato a causa delle incertezze che circondano il disegno di legge, sollevate al momento nel settore delle criptovalute. La revisione era prevista per giovedì 15 gennaio.
Riguardo a questo ritardo, alcune fonti hanno sottolineato che la Commissione bancaria del Senato degli Stati Uniti desidera che i legislatori e il settore delle criptovalute raggiungano un accordo a condizioni favorevoli.
Con questa argomentazione in mente, Coinbase ha espresso la convinzione che un nuovo ricarico sulla fattura verrà risolto prima del previsto. Secondo Armstrong, le regole visualizzate nella versione bloccata della fattura sono state disastrose per i clienti, citando preoccupazioni condivise da diversi leader del settore nell'ecosistema delle criptovalute.
La comunità delle criptovalute ha espresso reazioni contrastanti sul CLARITY Act
Mentre le incertezze sul destino del CLARITY Act continuavano ad aumentare, i resoconti hanno evidenziato che il disegno di legge ha suscitato reazioni contrastanti nell'ecosistema delle criptovalute.
A sostegno di questa affermazione, i rapporti menzionavano che alcuni dirigenti del settore prevedevano che il disegno di legge sulla struttura del mercato avrebbe rappresentato un punto di svolta per il settore, nonostante i suoi svantaggi. Tuttavia, altri percepivano il disegno di legge come un ostacolo importante per il settore delle criptovalute.
Questa scoperta ha acceso accese discussioni tra i cittadini. Per affrontare la controversia, fonti vicine alla situazione hanno rivelato che il problema principale è il dibattito in corso sull'opportunità di consentire la condivisione dei rendimenti delle stablecoin con i clienti, una mossa a cui la versione recentemente pubblicata del disegno di legge si oppone.
Nel frattempo, i critici hanno espresso preoccupazione per il fatto che il CLARITY Act dia priorità agli interessi delle banche rispetto a quelli del settore delle criptovalute, fungendo quindi da ostacolo al progresso della tecnologia finanziaria.
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