La Corea del Sud avanza il quadro normativo sui titoli tokenizzati nel contesto della spinta alla regolamentazione delle criptovalute

Mentre la Corea del Sud intensifica la sua spinta verso la regolamentazione delle criptovalute, i legislatori hanno presentato un disegno di legge per stabilire un quadro giuridico per l'emissione e la negoziazione di offerte di token di sicurezza (STO) utilizzando la tecnologia di registro distribuito (DLT).

I legislatori modificano il quadro normativo per i titoli tokenizzati

Giovedì, l'Assemblea nazionale della Corea del Sud ha approvato emendamenti chiave al Capital Markets Act e all'Electronic Securities Act, creando un quadro giuridico per l'emissione e la distribuzione di titoli tokenizzati.

Secondo un comunicato ufficiale del governo, le norme riviste definiscono i titoli tokenizzati come una categoria ampia che si estende sia ai prodotti obbligazionari che azionari e li riconoscono come strumenti finanziari legittimi.

Le modifiche all'Electronic Securities Act consentiranno agli emittenti qualificati di lanciare titoli tokenizzati utilizzando la tecnologia di contabilità distribuita. Nel frattempo, le modifiche al Capital Markets Act consentiranno la negoziazione di tali prodotti come titoli contrattuali di investimento presso società di brokeraggio e altri intermediari autorizzati.

In particolare, l'attuale Capital Markets Act proibiva la distribuzione tramite società di intermediazione mobiliare, ritenendo i titoli dei contratti di investimento "inadatti alla distribuzione a causa delle loro caratteristiche non standard".

Si prevede che le modifiche "aumenteranno l'accessibilità agli investimenti e miglioreranno la fornitura di informazioni sugli investimenti per questi titoli", si legge nel comunicato ufficiale del governo.

Dopo l'approvazione legislativa, il disegno di legge sarà sottoposto al Consiglio di Stato, a cui seguirà la promulgazione ufficiale da parte del Presidente. Pertanto, si prevede che la legge entrerà in vigore un anno dopo la sua promulgazione, indicativamente nel gennaio 2027.

Inoltre, la Financial Services Commission (FSC) è destinata a guidare l'implementazione, formando un "Token Securities Council" congiunto con le agenzie competenti per garantire un lavoro preparatorio senza intoppi, compreso lo sviluppo di infrastrutture di supporto e di garanzie rafforzate.

L'organismo consultivo sarà composto dall'FSC, dal Financial Supervisory Service, dal Korea Securities Depository, dalla Financial Investment Association, dai partecipanti del settore e dagli esperti.

Continua la spinta normativa della Corea del Sud sulle criptovalute

Questo importante passo fa seguito agli sforzi della Corea del Sud per sviluppare e stabilire regole chiare e complete per regolamentare il settore locale delle criptovalute. La scorsa settimana, il governo ha condiviso la sua Strategia di Crescita Economica per il 2026, che includeva un piano per aprire il mercato agli Exchange-Traded Fund (ETF) basati su Bitcoin (BTC) entro la fine dell'anno.

Gli ETF basati su criptovalute sono vietati in Corea del Sud dal 2017. Nel 2024, l'autorità di regolamentazione del Paese ha ribadito la sua posizione dopo l'approvazione dei prodotti di investimento da parte della Securities and Exchange Commission (SEC) statunitense. Tuttavia, ha ora citato il successo dei fondi crittografici statunitensi e di Hong Kong come fattore chiave per il loro cambiamento.

In questo trimestre, la FSC accelererà anche la fase successiva della sua legislazione sugli asset digitali, al fine di stabilire un quadro normativo chiaro per le stablecoin. Come riportato da Bitcoinist, la seconda fase del Virtual Asset User Protection Act in Corea del Sud è stata posticipata all'inizio del 2026 a causa di un disaccordo in corso tra la FSC e la Banca di Corea (BOK).

Da mesi le autorità finanziarie si scontrano sulle norme relative all'emissione e alla distribuzione di stablecoin, non essendo d'accordo sulla portata del ruolo delle banche nell'emissione di token ancorati al won.

Ciononostante, sono state decise le principali politiche del quadro normativo sulle criptovalute, che dovrebbero includere misure di tutela degli investitori, come la responsabilità senza colpa per gli operatori di criptovalute e l'isolamento dei rischi di fallimento per gli emittenti di stablecoin.

Inoltre, il Paese sta revocando il divieto di lunga data sul trading istituzionale di criptovalute, la cui entrata in vigore è prevista per la fine dell'anno. Secondo fonti locali, la FSC sta valutando una norma per limitare gli investimenti aziendali in criptovalute al 5% del capitale azionario di una società.

Secondo l'ultima proposta, le aziende idonee potrebbero allocare fino al 5% del capitale azionario all'anno in asset digitali, limitatamente alle prime 20 criptovalute per capitalizzazione di mercato. La bozza finale potrebbe essere pubblicata già a gennaio o febbraio.

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