Con l'avvicinarsi del previsto aumento del CLARITY Act, i sostenitori del mercato degli asset digitali stanno lanciando allarmi sull'ultima bozza del disegno di legge. Sostengono che le revisioni promosse dai lobbisti bancari minacciano di minare i principi del settore delle criptovalute.
Divieto di pagamento dei rendimenti nel CLARITY Act
In un recente post sulla piattaforma social X (ex Twitter), l'esperto di mercato Nick Cash ha espresso la sua ferma opposizione, affermando che l'attuale versione del CLARITY Act deve essere boicottata.
Lo ha descritto come un meccanismo che consente alle banche di manipolare il futuro delle criptovalute, descrivendo la loro influenza come una forza dannosa per l'innovazione nel settore.
La versione rivista del CLARITY Act, che funge da disegno di legge completo sulla struttura del mercato delle criptovalute, introduce restrizioni significative per gli emittenti di stablecoin come Circle e Ripple. In particolare, a queste società sarà vietato offrire rendimenti ai detentori di token passivi.
Il Titolo IV del Digital Asset Market Consumer Protection Act (DAMCA) delinea il modo in cui gli istituti bancari regolamentati possono interagire con le risorse digitali, imponendo che gli emittenti di stablecoin, definiti dal GENIUS Act, non possano effettuare pagamenti di interessi ai detentori.
In base alle modifiche proposte, mentre gli emittenti di stablecoin sarebbero ancora in grado di fornire ricompense legate ad azioni specifiche (come l'apertura di conti e il cashback), il divieto sui pagamenti dei rendimenti rappresenta una seria preoccupazione per il settore delle criptovalute, che ha sempre considerato la protezione dei rendimenti una questione non negoziabile.
Cash sostiene che le modifiche potrebbero mettere gli emittenti crypto-native in una posizione di svantaggio competitivo rispetto alle banche tradizionali. Ha avvertito che tali restrizioni potrebbero avere un impatto significativo sulla finanza decentralizzata (DeFi) e sul panorama complessivo delle criptovalute.
Esprimendo la sua frustrazione, Cash ha affermato che coloro che sostengono il disegno di legge rivisto si stanno sostanzialmente schierando dalla parte delle banche e stanno minando il movimento delle criptovalute.
Forte sostegno pubblico per le ricompense in stablecoin
Gli istituti bancari hanno sostenuto che consentire questi pagamenti di interessi potrebbe comportare un notevole deflusso di depositi dalle banche assicurate, minacciando la stabilità finanziaria complessiva.
Al contrario, i sostenitori delle criptovalute ribattono che impedire agli exchange di criptovalute di pagare interessi sulle stablecoin è anticoncorrenziale e dannoso per l'innovazione. Summer Mersinger, CEO della Blockchain Association, ha espresso la sua posizione, affermando:
Ciò che minaccia il progresso non è la mancanza di impegno dei decisori politici, ma la campagna di pressione incessante delle grandi banche affinché riscrivano questa legge per proteggere la propria posizione.
Ha sottolineato che la richiesta di eliminare le ricompense delle stablecoin mira a limitare la scelta dei consumatori e a soffocare i prodotti finanziari innovativi prima che abbiano la possibilità di competere.
Nel dibattito in corso sul CLARITY Act, Stuart Alderoty, Chief Legal Officer di Ripple, è intervenuto, sottolineando che i consumatori americani apprezzano la loro libertà di scelta.
Ha fatto riferimento ai nuovi dati della National Cryptocurrency Association, che indicano una forte preferenza pubblica (quasi 4 a 1) a favore dell'autorizzazione delle ricompense in stablecoin, insieme a una scarsa propensione all'intervento governativo per limitarle.
In definitiva, il futuro del CLARITY Act resta incerto, poiché le parti interessate continuano a esprimere le proprie preoccupazioni circa le implicazioni di una maggiore vigilanza bancaria sul mercato delle criptovalute.
Immagine in evidenza da DALL-E, grafico da TradingView.com